Politica

Cosa c’entrano Di Maio e la Link Campus con Donald Trump e il Russiagate

link campus donald trump russiagate

Tutte le strade portano alla Link Campus University. Soltanto parafrasando il motto che prima parlava di Roma è possibile comprendere cosa c’entri l’università telematica guidata da Vincenzo Scotti con il Russiagate e i rischi di impeachment per il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Cosa c’entra la Link Campus con Donald Trump e il Russiagate

Tutto ruota, racconta oggi Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera, intorno alla figura di Joseph Mifsud, il professore dell’università Link Campus di Roma che nel 2016 avrebbe informato George Papadopoulos — all’epoca consigliere della campagna elettorale di Donald Trump —dell’esistenza di «migliaia di mail imbarazzanti su Hillary Clinton», in possesso dei russi. Per oltre un anno il procuratore Robert Mueller ha indagato su un possibile complotto ordito contro la Clinton dal comitato elettorale di Trump e il Cremlino. Al termine dell’inchiesta Mueller ha dichiarato di non aver raccolto prove sufficienti a dimostrarlo, ma ha comunque raccontato le trame e lo scambio di documentazione. Per questo il ministro della Giustizia di Trump William Barr incontra in due occasioni i servizi segreti italiani. La seconda risale alla settimana scorsa:

Barr torna a Roma e incontra nella sede del Dis di piazza Dante lo stesso direttore, il capo dell’Aise Luciano Carta e quello dell’Aisi Mario Parente. Con loro c ’è anche il procuratore Dhuram. Viene rinnovata la richiesta — già rivolta a Gran Bretagna e Australia — di mettere a disposizione eventuale documentazione raccolta in questi anni. L’attenzione si concentra su Mifsud, visto il ruolo chiave che gli ha assegnato Papodopoulos. Agli atti ci sono diversi incontri tra i due, alcuni anche in compagnia di Olga Polonskaya, ex manager di una società russa che si sarebbe presentata come amica dell’ambasciatore russo a Londra. Barr insiste più volte sulla necessità di scoprire che fine abbia fatto.

trump conte salvini

Nonostante risultasse irreperibile dal 2017, il professore avrebbe alloggiato infatti a Roma, in un appartamento intestato a una società collegata con la Link Campus ,fino a maggio 2018. Barr chiede notizie sull’Università e sui collegamenti con M5s. Al termine dell’incontro Vecchione informa Conte. Chi altri è a conoscenza della riunione? Il 30 settembre una nota di palazzo Chigi rende noto che il presidente del Consiglio ha incontrato il ministro della Difesa Lorenzo Guerini e quello degli Esteri Luigi Di Maio, ma senza specificare il motivo. Sarà il Copasir a dover accertare se si sia parlato anche delle missioni di Barr e Dhuram.

Joseph Misfud, Di Maio e la Link Campus University

Ma il legame tra Misfud, Di Maio e la Link Campus University è ancora più profondo e lo illustra oggi oggi Gianluca Di Feo su Repubblica, che parte dalla scomparsa del professore e dalla sua ultima traccia, che risale all’ottobre 2018 in un incontro nello studio svizzero dell’avvocato Stephan Roh: si parte dal presupposto che gli inviati del presidente sono convinti che Mifsud fosse un agente provocatore, manovrato dai servizi britannici e protetto da quelli italiani.

È lo stesso legale a scrivere: «L’impressione è che Mifsud non abbia agito di sua iniziativa. Ha confermato che gli è stato ordinato di nascondersi». E aggiunge: «Mi ha detto che nell’ottobre 2017 il capo dei servizi segreti italiani avrebbe contattato il presidente della Link University Vincenzo Scotti e gli avrebbe raccomandato di far sparire il professore e tenerlo per un po’ di tempo in un luogo sicuro». Scotti ha smentito, così come la nostra intelligence ha sempre negato rapporti con Mifsud. Ma si tratta di uno splendido assist per gli investigatori di Trump. La credibilità dell’avvocato Roh è puntellata da due fatti. Anzitutto, è azionista della Link University con il 5 per cento delle quote. Secondo: l’ateneo è frequentatissimo dai nostri apparati di sicurezza. A fondarlo e guidarlo è l’ex ministro dell’Interno Scotti. Lì inoltre nel 2016 si teneva un master di intelligence con la docenza di nomi di spicco dei servizi, tra cui Giampiero Massolo, Bruno Valenzise, Paolo Scotto di Castelbianco.

joseph misfud

Una frequentazione che non si è interrotta: l’attuale numero uno degli 007, Gennaro Vecchione, ha tenuto la lectio magistralis pochi mesi fa. Insomma, un’osmosi tra le barbe finte e l’ateneo, che non poteva non colpire i procuratori americani. Ma ora gli uomini del presidente sono indispettiti dalla scomparsa di Mifsud e da quella che considerano una scarsa collaborazione italiana. Che li ha portati a insospettirsi per i legami tra la Link University e la leadership del Movimento 5Stelle. Alcuni dei ministri del primo governo Conte venivano proprio da quell’università, inclusa Elisabetta Trenta: era la coordinatrice del master d’intelligence finito nel mirino della Casa Bianca. E forse a Palazzo Chigi non hanno compreso quanta sia forte il desiderio di Trump di mettere le mani su questa storia.

Per questo venerdì il procuratore generale William Barr e John Durham, il magistrato incaricato di fare luce sulle origini del Russiagate, hanno domandato ai capi dei nostri 007 aiuto per trovare Mifsud, irreperibile da quasi due anni. La paura è che i rapporti tra la Link University e i leader del M5S, incluso il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, possano influire sulla collaborazione italiana.

Leggi anche: La storia dell’Italia che aiuta Trump con il Russiagate