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Cosa c’è dietro gli annunci sulla stabilizzazione dei precari

marco bussetti istruzione ministro buona scuola - 2

I ministri leghisti Marco Bussetti e Giulia Bongiorno annunciano un piano di stabilizzazioni e assunzioni nella scuola che fa scattare l’applauso dei sindacati. Il MoVImento 5 Stelle si lamenta parlando di “forzature elettorali”. E infatti qualche ora dopo la ministra grillina Giulia Grillo assicura il suo impegno «per il rinnovo di tutti i contratti del settore salute» , a partire da quello della sanità privata, fermo da 12 anni, garantisce che «c’è lo spazio» per stabilizzare in tutte le regioni il personale con contratti precari. Ma cosa c’è dietro gli annunci sulla stabilizzazione dei precari?

Cosa c’è dietro gli annunci sulla stabilizzazione dei precari

Dietro c’è l’unico fatto concreto: ovvero che secondo alcune stime solamente nel comparto scuola andrebbero «stabilizzate» 55mila persone, ma stando al presidente dell’Anief Marcello Pacifico potrebbero essere «anche il doppio». Nella Sanità si viaggia attorno a quota 4045mila, compresi però i rapporti part-time. Il totale complessivo sfiora insomma quota 100 mila. Ma, spiega oggi Paolo Baroni su La Stampa, ci sono risorse solo per ottomila assunzioni:

Nell’ultima legge di Bilancio alla voce «assunzioni straordinarie» il governo ha stanziato 130 milioni di euro per quest’anno, salvo poi congelare i concorsi sino a novembre, 320 per il 2020 e 420 per il 2021. Secondo i piani della ministra della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno questo consentirà di effettuare 8.400 assunzioni nelle amministrazioni centrali nel corso dei tre anni, mentre in quinquennio sono previste 6.150 assunzioni straordinarie nei corpi di polizia e 1.550 assunzioni nei Vigili del fuoco. Peccato, hanno fatto notare in tanti, che la stessa legge di Bilancio abbia bloccato le assunzioni per buona parte dell’anno. Ostacolo poi superato, ma solo in parte.

Di solito chi annuncia qualcosa ha appena finito di lavorare per stanziare i soldi per farla. O almeno, questo dovrebbe fare chi rispetta l’opinione pubblica e non vuole usare il suo ruolo per propaganda elettorale.

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