Opinioni

Coronavirus: perché non posso credere alle scuse di Sgarbi

Alla fine pare che Vittorio Sgarbi si sia scusato per le sue posizione negazioniste su CoViD-19 con due video pubblicati su Facebook e sul suo canale YouTube. Non uso il termine “pare” a caso, il fatto è che le sue scuse non sono né chiare, né piene, né credibili. Vediamo perché:

sgarbi coronavirus zona protetta - 3

1. Il primo requisito per giudicare la buona fede delle scuse è la chiarezza. In questo senso il messaggio dei due video è tutt’altro che chiaro, anzi, spesso sono usate formule contorte e confuse. Sgarbi afferma che non è la prima volta che si trova in “situazioni difficili” e in imbarazzo per il suo pensiero. Pare un buon inizio ma non è così. Immediatamente dopo sottolinea che le sue invettive e le sue parole sono state comunque sempre contro il virus. È un trucchetto psicologico per tonti, il messaggio subliminale è del tipo “Ehi amici, in fondo stavamo sempre dalla stessa parte, sia voi che io eravamo contro il virus. Avevamo solo idee diverse su come combatterlo”. No, non è vero. Gravissime ingiurie ed epiteti da cafone da bar sport (che tanto fanno sorridere i conduttori che lo invitano) sono stati rivolti contro chiunque sostenesse che la situazione fosse seria e preoccupante. Infatti una semplice opinione diversa su come reagire all’emergenza sarebbe stata legittima. Anche io ho dei dubbi su alcuni aspetti e se li esprimessi lo farei con grande cautela rendendomi conto della straordinaria complessità della questione, ma non è quello che ha fatto Sgarbi che ha sempre negato testardamente e ostinatamente l’esistenza stessa del problema. Sgarbi passa poi a rimarcare la sua adesione alla posizione del Papa (dubito che Sua Santità abbia una posizione scientifica propria sul virus), usando i soliti sciocchi giochi di parole che lo fanno ritenere (a torto) una persona straordinariamente intelligente. Parla, infatti, dell’importanza della comunione “un rapporto tra due persone vicine e non distanti che non sono diffidenti” giocando quindi con la semantica e confondendo volutamente i piani del problema. A un certo punto afferma esplicitamente di non essere nelle condizioni di chiedere scusa come se avesse fatto un errore grave e che, se di errore si trattava, al massimo lo aveva fatto verso se stesso (quanti inutili giri di parole). Inoltre nega che il suo errore abbia a che fare con il fatto di poter avere influenzato molte persone. Insomma il senso è “avrò pure detto delle sciocchezze ma che colpa ho se qualcuno mi ha dato retta?”. Contribuiscono a rendere poco nette le sue scuse anche le lamentele, un po’ vittimistiche, per essere stato contrastato e minacciato per le sue opinioni (in ogni caso, se minacce ci sono state, le condanno sempre senza se e senza ma).

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2. Oltre a non essere chiare le scuse non sono piene. Non sono piene perché la strategia su cui sono imperniati i due video è quella di scaricare le tutte le colpe sull’infettivologo prof. Matteo Bassetti. Sgarbi legge e presenta stralci di dichiarazioni del prof. Bassetti nel tentativo alleggerire la sua posizione con una chiamata in correità (dalla serie capitani coraggiosi). Dice esplicitamente di essere stato “contagiato” da certe opinioni (povero cocco di mamma). Sia chiaro, il prof. Bassetti (che l’ha diffidato dall’usare il suo nome) ha oggettivamente avuto in passato frasi che io giudico particolarmente infelici, ma questo fatto non può costituire una giustificazione per Sgarbi. Un uomo della cultura di Sgarbi dovrebbe assumersi la responsabilità delle proprie opinioni. Uno della sua (supposta) levatura intellettuale dovrebbe costruirsi un quadro delle questioni in modo un pochino più complesso che ascoltare spezzoni di interventi di un esperto facendoli propri in modo acritico ed estremizzandoli. È un atteggiamento da bambini quello di giustificarsi con l’infantile “me lo ha detto lui”. Personalmente (come tutti) costruisco le mie verità basandomi e confrontando le posizioni di persone esperte in una disciplina e ragionando sui dati che portano a supporto. Dopo di che mi ritengo interamente responsabile delle mie opinioni, specialmente quando le sostengo con convinzione. Non direi mai, ad esempio, di aver cambiato opinione sui vaccini scaricando la colpa delle mie errate valutazioni sul prof. Burioni “che mi ha contagiato” (giusto per usare un nome noto a tutti). No Sgarbi, non si può fare, è troppo comodo. Questo è ancora più vero se si è un parlamentare e un personaggio famoso che ha molte occasioni di influenzare l’opinione pubblica. Non ti pago uno stipendio da deputato per incolpare delle tue azioni altri che ti hanno confuso le idee. Ci vuole dignità in queste cose. Tra l’altro la cosa buffa è che per ben due volte nel video Sgarbi afferma che non è suo costume scaricare le sue responsabilità su altri, facendo poi l’esatto contrario.

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3. Oltre a non essere chiare e piene, le sue scuse non sono neanche credibili. Non sono credibili per quanto scritto sopra e perché non è credibile il personaggio. Vittorio Sgarbi è solo uno dei tanti cattivi maestri che spopolano nei nostri media, per quanto sia dotato di qualche eccellente qualità. A lui non importa nulla della “verità”, nel senso che non ha quella tensione morale che porta a sentire la responsabilità di essere famosi e di poter influenzare molte persone nel modo sbagliato. Lui cerca solo una tesi che possa scioccare o essere d’impatto. Si muove come un gatto nei labirinti dei paradossi soddisfatto della sua eloquenza. Conta sulla sua abilità dialettica e su una grande (ma circoscritta) cultura per sostenere anche opinioni apparentemente insostenibili. Certo, può essere un piacere sentirlo parlare quando è dalla nostra parte, ma questo non ci deve fare essere troppo indulgenti. La superficialità e la sicumera con cui parla di cose di cui palesemente non capisce una cippa, o per cui non ha raccolto abbastanza informazioni, sono tipiche di un ego ipertrofico e rivelano una noncuranza imperdonabile per la statura del personaggio. Non è capitato solo con CoViD-19. Ovviamente Sgarbi è più intelligente di quello che appare quando perde le staffe, ma credo che lo sia molto meno di quello che crede di essere e di quello che molti pensano. Un uomo realmente intelligente non si sarebbe cacciato ostinatamente in un vicolo cieco del genere e, in ogni caso, ne sarebbe uscito molto meglio di come ha tentato di uscirne in questi due video.

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Elio Truzzolillo

Elio Truzzolillo, nato il 24/06/1972,laureato in Economia. Segue con passione la politica italiana e il mondo delle fake news.