Opinioni

Coronavirus: i modelli matematici, la Corea e gli asintomatici

Come durante i mondiali di calcio tutti sono CT, come dopo il crollo del ponte Morandi tutti erano ingegneri strutturali, adesso sono tutti virologi o modellisti matematici. Molti dei modelli che vedo sui giornali non hanno semplicemente alcun senso.

La prima cosa da dire è che i modelli matematici che potrebbero descrivere il diffondere della malattia sono il SIR (Suscettibili, Infetti e Rimossi) e quello, ancora più attendibile, denominato SEIR (dove si è aggiunta la categoria degli esposti, ossia degli asintomatici). Vorrei far notare che la la “E” degli asintomatici è estremamente importante. Sono loro quelli che inconsapevolmente esercitano la professione di untori. Ma quanti sono? Sicuramente tantissimi. Ma i loro numero è ignoto perché salvo che in Corea del Sud, non è stata fatta una adeguata campagna di tamponi per valutare il loro numero. Ora sapere il loro numero non solo è fondamentale per fare modelli realistici (e quindi prendere le giuste contromisure, gnosco ut agam), ma è anche fondamentale per impedire nuovi contagi. I dati sono estremamente difformi in Italia e nel mondo: la letalità (rapporto fra morti e contagiati) in Lombardia è superiore al 10%, è intorno al 4% in Veneto,, 2% in Trentino, l’1% sulla Diamond Princess e e lo Sud Corea.

 

picco contagi coronavirus
Da: Youtrend su Twitter

Se supponiamo che questa variazione di letalità sia solo conseguenza del fatto che, non facendo tamponi, gli asintomatici non sarebbero stati censiti, e che la letalità sia intorno all’1% , avremmo che in Lombardia i contagiati supererebbero il numero di 200 mila invece che essere sulle 20 mila unità. Con queste variazioni numeriche è ovvio che è impossibile fare modelli sensati. Ma è anche impossibile cercare di contenere il contagio (non sapendo chi siano gli “untori”). Le drastiche misure di contenimento dovrebbero essere accompagnate da una campagna di tamponi fatti almeno alle categorie a rischio e alle persone che sono venute in contatto con i contagiati sintomatici. Inoltre le persone sottoposte a quarantena dovrebbero farla in luoghi isolati e non in famiglia (dove infettano i loro cari). Infine altra misura da prendere sarebbe quella di sospendere l’assurda GDPR (normativa sulla privacy) ed utilizzare i dati della telefonia mobile per poter tracciare e limitare la diffusione del virus. Sarebbe forse il momento di ripensare se il sacrosanto diritto alla privacy individuale non debba essere limitato quando confligge con la sicurezza nazionale. L’altra cosa da dire è l’uso delle mascherine. Avrebbe dovuto essere obbligatorio, fin da subito, per le categorie a rischio. Inoltre come è possibile che il nostro Paese non abbia una fabbrica per la loro produzione? E’ un servizio essenziale in momenti di pericolo come questo, non possiamo dipendere da altri… Che senso ha che la Germania abbia impedito l’esportazione in Italia di simili manufatti medici quando noi eravamo in emergenza e loro no? Facciamo parte della Comunità Europea solo per le stronzate? E allora che senso ha questa Europa?

zaia mascherine grafica veneta coronavirus covid 19 - 3

Da notare che i politici hanno trovato un modo per farsi facile propaganda: fare gli sceriffi. Nel MedioEvo la peste era colpa delle streghe e bruciarne qualcuna sul rogo rendeva tutti più felici. Adesso la colpa è di chi sente la necessità di fare 2 passi. Chiusi i parchi. Non si può fare sport… Chi esce è criminalizzato. Ho visto un video dove sono intervenuti un elicottero dei carabinieri e una pattuglia dei carabinieri per fermare un tizio che stava prendendo due boccate d’aria al mare e da solo (quindi senza infettare nessuno). La cosa più sconvolgente è che nessuno nella chat abbia ritenuto sproporzionati i mezzi usati ma tutti lanciavano maledizioni al malcapitato untore. Questo metodo di “fare” politica è molto efficiente: distoglie l’attenzione dalle vere problematiche (mancanza di infrastrutture mediche, mancanza di politiche sanitarie, errori di sottovalutazione) che inchioderebbe alle loro responsabilità una classe politica inetta e inadeguata, ma spinge la popolazione nell’odio verso il presunto ‘untore esattamente come nei due minuti di odio descritti da Orwell in 1984. Altra cosa è che si dovrebbe studiare è l’impatto della temperatura media e dell’umidità sul virus. E’ ragionevole aspettarsi una riduzione della contagiosità del coronavirus o è una pia illusione? Come è possibile la mancanza di dati su queste cose? Eppure sono informazioni fondamentali se si vuole trovare una strategia efficiente di contenimento. Inoltre che strategie adottare?

La Lombardia sembra ormai irrecuperabile. Senza volerlo, in quella ragione, è stata implementata una strategia alla Boris Johnson. Se è vera l’ipotesi che ci siano almeno già 250 mila contagiati, l’unica strategia rimasta è quella di cercare di ridurre la velocità di diffusione del contagio perché è impossibile fermarla. Tra l’altro Milano sta “partendo”, e siccome Milano pesa 3 volte Bergamo e Brescia assieme, se si diffonde il contagio a Milano alla stessa velocità di Brescia e Bergamo, le strutture sanitarie finirebbero overwhelmed. L’unica speranza sarebbe allora quella di chiedere aiuto alla Cina. Unica nazione che ha già superato la crisi e che ci potrebbe aiutare concretamente. Il coronavirus ha reso la Cina il punto di svolta strategico nello scacchiere del mondo. Sapranno i Cinesi cogliere l’occasione, quasi unica, che gli si è presentata? E sapremo noi Italiani imitare l’Arlecchino servo di due padroni (anche se nel caso dell’Italia sarebbero addirittura 3, UE, USA ed appunto Cina)? Questa pandemia sta aprendo scenari geopolitici molto interessanti, ma sarà l’argomento di prossimi post.

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Per il Sud d’Italia, invece dove il contagio non è ancora de facto iniziato. La cosa migliore sarebbe implementare strettissime misure di contenimento aspettando che la Lombardia (e il Nord) superi l’attuale emergenza e abbia così la possibilità di dare una mano al resto d’Italia. Incrociamo le dita..e speriamo nello stellone….

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Vincenzo Vespri

Vincenzo Vespri è professore di matematica all’Università degli Studi di Firenze Oltre ad essere un professore universitario di Matematica che vede con sgomento l'università italiana andare sempre più alla deriva, sono anche un valutatore di progetti scientifici ed industriali (sia a livello italiano che europeo). Vedere nuove idee, vedere imprese che nascono, vedere giovani imprenditori che per realizzare le proprie idee combattono fatiche di Sisifo contro il sistema paleo-burocratico e sclerotizzato, è un' esperienza tipo Blade Runner: " Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi: navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser".