Opinioni

Coronavirus: quando l’ordine s’indigna, s’impegna poi getta la spugna con gran dignità

Molti di voi avranno riconosciuto nel titolo una citazione (imprecisa) di un passaggio della famosa canzone Don Raffae’ di Fabrizio De André, ci è parsa una perfetta sintesi della storia che stiamo per raccontare. Cominciamo dal principio. Qualche giorno fa il quotidiano online Affari Italiani, regolarmente registrato come testata giornalistica, pubblica un delirante articolo sull’emergenza coronavirus. L’articolo riporta le opinioni del medico omeopata Giovanna Bardellini, vice direttore dell’Istituto Malattie Croniche Samuel Hanemman (l’inventore dell’omeopatia, cominciamo bene). L’ottimo sito antibufale Butac aveva tra i primi commentato l’episodio che io riassumerò in breve. Dopo essersi lamentata dell’eccesso di clamore per il coronavirus, la dottoressa ci informa che:

“Il Coronavirus è un virus da sempre presente, in autunno inoltrato; è un virus a bassa virulenza, che può causare patologie delle alte vie respiratorie di grado lieve”

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Cominciamo male, infatti, come riportato sul sito del ministero della Salute, i coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie respiratorie. Il coronavirus che ha destato la preoccupazione di tutte le istituzioni sanitarie del pianeta (ma non della dott.ssa Bardellini che evidentemente la sa lunga) è un nuovo ceppo mai riscontrato negli esseri umani. Il suo nome guarda caso è 2019-nCoV (nuovo coronavirus 2019). Ma le rivelazioni scioccanti del medico omeopata non si fermano qui. Secondo la Bardellini saremmo già in possesso di un medicinale in grado di bloccare la trasmissione del virus o ridurne i sintomi: l’AntiCD13. Ovviamente si tratta di un medicinale omeopatico che solo una legislazione bislacca e cialtrona può permettere di chiamare “medicinale”. Per inciso, anche se i moltissimi medici omeopati che, legalmente, arrotondano o ricavano il loro reddito da consulenze omeopatiche si offenderanno, tocca ribadire per l’ennesima volta che i medicinali omeopatici non servono a un bel niente. Ma che fare se una persona avesse già contratto l’infezione e presentasse già i sintomi? Ovvero, che fare per le migliaia di contagiati in Cina o la coppia ricoverata a Roma? Niente paura, la dott.ssa Bardellini ha già la soluzione: basterà somministrare un altro medicinale omeopatico, lo Stannum, e si avranno “impensabili miglioramenti”. Qualcuno avverta le autorità sanitarie cinesi e quegli idioti dell’Istituto Spallanzani che esiste già una cura, anche se i media ce lo nascondono. Ah! Lo Stannum sarebbe il volgare stagno, non pensate a chi sa che cosa (opportunamente diluito ovviamente). Se qualcuno non volesse sorridere, data la delicatezza della materia, dovrà saltare il passaggio dell’articolo in cui la dott.ssa tiene a precisare che:

“Non è fantascienza, è scienza, checchè ne dicano i vari Burioni di turno…”

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L’articolo si chiude poi con le solite accuse ai poteri forti che faranno un sacco di soldi con la produzione di un vaccino e bla bla bla. Ora, la prima amara riflessione riguarda la solita inerzia cialtrona che dimostrano in questi casi tanto l’ordine dei giornalisti quanto quello dei medici. Riceverà la dott.ssa Bardellini, regolarmente iscritta all’ordine dei medici di Monza e Brianza, almeno una tiratina d’orecchie? L’ordine dei giornalisti ha qualcosa da dire sull’articolo pubblicato da Affari italiani? Pare che tutti si stiano prodigando nel denunciare e combattere le fake news sul coronavirus ma, esperienza insegna, cane non mangia cane ed è più facile attaccare lo sconosciuto sfigato che ha una paginetta Facebook che guardare in casa propria. Penso in particolare al dott. Filippo Anelli, presidente nazionale dell’ordine dei medici, che giusto ieri era a UnoMattina su Raiuno per pubblicizzare l’ottimo sito anti fake news “Dottore ma è vero che?”. Che facciamo se domani un cittadino convinto di avere i sintomi da infezione del 2019-nCoV si prende lo Stannum e va in giro tranquillamente? Lo consideriamo un cretino? Direi di no, visto che avrebbe seguito i consigli di un medico regolarmente iscritto all’ordine la cui credibilità è garantita dall’ordine nazionale dei medici. Lo stesso ordine che garantisce, con colpevole silenzio, la credibilità di migliaia di medici che pubblicizzano, propagandano e consigliano pubblicamente sui loro siti e sui social le più svariate pratiche pseudo scientifiche: dal sale rosa alla radionica evolutiva, dai preparati omeopatici che disintossicano dai vaccini al crystal balacing, passando per il counseling bioenergetico e finendo con l’iridologia.

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Se è vero che gli ordini s’indignano, s’impegnano e poi gettano la spugna con gran dignità, un ordine fa eccezione. Ci riferiamo all’ordine dei biologi presieduto dall’ineffabile Vincenzo D’Anna, che spesso più che gettare la spugna soffia proprio sul fuoco. L’ex senatore D’Anna è già noto alle cronache per le sue prese di posizioni “singolari” in tema di vaccini, per i dubbi di brogli relativi alla sua elezione e per una serie di esternazioni scientificamente “discutibili”. Poteva D’Anna non avere una posizione molto peculiare anche sull’emergenza coronavirus? Certo che non poteva. Dopo aver promesso un encomio ai biologi dell’Istituto Spallanzani (che dopo aver isolato il virus potranno lavorare anche a un eventuale vaccino), D’Anna condivide l’articolo della dott.ssa Bardellini, augurandosi che non ci sia nessun vaccino e nessuno spreco di soldi. Ma non era questo l’ordine su cui riponevamo particolari speranze.

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Elio Truzzolillo

Elio Truzzolillo, nato il 24/06/1972,laureato in Economia. Segue con passione la politica italiana e il mondo delle fake news.