Opinioni

Il silenzio dei deficienti: ovvero come non si governa un’emergenza nazionale

Liquidiamo subito le cose meno importanti: il titolo è ovviamente una semi-citazione del noto film “Il silenzio degli innocenti” e personalmente sono d’accordo con tutti quei provvedimenti che restringono (nei limiti del buonsenso) la mobilità delle persone e le aggregazioni di cittadini. Laddove non si possa ricorrere al divieto, è invece utile una forte raccomandazione in questo senso. Niente sciocchezze come i musei gratis per “ripartire dalla cultura”, gli aperitivi in piazza per “combattere la paura” o altre amenità che politici e amministratori poco lucidi ci hanno propinato in questi giorni.

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Detto questo quello che è successo ieri sera è di una gravità senza precedenti per le modalità con cui è accaduto. Intorno all’ora di cena i media hanno annunciato un decreto d’imminente emanazione, facendo poi circolare la relativa bozza. Secondo il decreto (tecnicamente un DPCM – Decreto del presidente del consiglio dei ministri) sarebbero state dichiarate “zone rosse” o “zone chiuse”, definizioni usate dai giornali, la Lombardia e 11 province, poi diventate 14, del centro-nord. È intollerabile che le bozze di uno dei decreti più importanti della storia della repubblica vengano fatte circolare senza una preventiva dichiarazione o un annuncio che possa fare chiarezza. È il segreto di Pulcinella che in un modo o nell’altro queste bozze (solitamente fatte pervenire a una moltitudine di soggetti) arrivino alla stampa, è sempre successo e sempre succederà. Anzi, come sappiamo, questo spesso è anche un modo per “tastare” le reazioni della pubblica opinione e aggiustare il tiro nella versione definitiva. Dopo questa leggerezza, già di per sé ingiustificabile, sono seguite 7/8 ore di silenzio inspiegabile. I nostri governanti, che pagano profumatamente esperti di comunicazione, sono capaci dopo soli 5 minuti di esprimere il loro sdegno per un fatto di cronaca nera o di congratularsi per la vittoria di uno sportivo italiano e tendono a fare dirette Facebook anche quando vanno in bagno a fare pipì. Eppure per 7/8 ore sono spariti dai radar, lo hanno fatto nel momento in cui più c’era più bisogno di trasparenza, comunicazione e chiarezza.

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Sulle testate online è rimbalzata la notizia della stazione centrale di Milano presa d’assalto da persone terrorizzate, persone che temevano un blocco “alla cinese” o peggio, persone che si sono immaginate i militari per le strade pronti ad arrestare chiunque vada in giro per procurarsi cibo o medicinali. Io stesso ho ricevuto messaggi di conoscenti che mi chiedevano cosa diamine stesse succedendo e se potevano continuare a lavorare o tornare alla propria residenza fuori dalle zone indicate dal decreto. Gente che non capiva se avesse dovuto prenotarsi una stanza d’albergo per passare i prossimi giorni perché avrebbe rischiato l’arresto cercando di tornare a casa. No, questa volta la colpa non è dei giornali (o almeno lo è in misura minore). Questa volta la colpa è dell’insipienza delle massime autorità politiche, compreso il presidente della repubblica che dovrebbe pur avere qualcuno che lo informi 24 ore su 24 sugli avvenimenti di rilievo. Questo silenzio prolungato ha ovviamente alimentato la convinzione che qualcosa d’inconfessabile stesse accadendo. Posso solo immaginare cosa avranno pensato le persone più fragili ed emotive: perché nessuno dice niente? Quale terribile destino ci aspetta? Possibile che nessun esponente del governo chiarisca? Nel frattempo i cittadini potevano leggere la dichiarazione del presidente della Regione Lombardia che definiva la bozza “pasticciata” o quella del presidente dell’Emilia Romagna che invitava il governo a “valutare meglio”. Questo ovviamente non poteva che aumentare il panico tra la gente. Passate queste interminabili ore, qualcuno deve aver avvertito il presidente del consiglio che la situazione stava sfuggendo di mano e alle 02:20 circa della notte è stata trasmessa una conferenza stampa. L’assoluta irritualità dell’orario costituisce di per sé ammissione di una grave manchevolezza e di una colpevole sottovalutazione di quello che stava succedendo.

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Il presidente Conte ha esordito dichiarando che c’era una necessità di chiarire (ma va? Davvero?) e che era successa “una cosa inaccettabile” (cosa esattamente è inaccettabile? Il suo silenzio prima e dopo il pasticciaccio o il fatto che i giornali pubblicano, come è ovvio, le indiscrezioni e ogni documento in loro possesso?). Non pago e con invidiabile faccia tosta ha accusato coloro che hanno pubblicato la bozza di avere creato “Incertezza”, “insicurezza” e “confusione”. Evidentemente il dubbio che il casino lo abbia creato lui e il suo governo non deve neanche essergli passato per la mente. Per quel che riguarda il contenuto effettivo del decreto lo leggerete oggi su tutti i giornali. Per adesso mi sento comunque di rassicurare i molti che si sono fatti prendere dal panico. Sia chiaro, la situazione è molto seria, ma i cittadini delle zone interessate (tra cui lo scrivente) non verranno confinanti in un lager e non troveranno militari armati pronti a sparare davanti ad ogni condominio. La bozza è scritta male e pare incoerente (ma è così difficile scrivere testi decenti?), ma non sembra proprio che verrà impedito qualsiasi spostamento.

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Ad esempio, l’assoluto divieto di mobilità (“assoluto” fa più figo che scrivere “evitare” e basta) in entrata e in uscita dai territori e nei territori, è subito temperato dalle indifferibili esigenze lavorative e dalle situazioni di emergenza. Le “Indifferibili esigenze lavorative” nelle parole della conferenza stampa diventano solo “comprovate”. In pratica pare di capire che ognuno potrà andare a lavorare e se verrà fermato dalla polizia dovrà dire che sta andando a lavorare. D’altronde che senso avrebbe lasciare aperti persino bar e ristoranti e non permettere a chi ci lavora di andare sul luogo di lavoro? E che senso avrebbe lasciare aperti bar e ristoranti se non si permette alle persone di andare ai bar e ai ristoranti? Vedremo comunque la versione definitiva che spero sia scritta in modo più dignitoso. Per adesso quello che mi preme sottolineare è l’imperdonabile sufficienza e leggerezza con cui è stata affrontata una situazione così seria e delicata. Non si può dire che è inaccettabile che la stampa abbia pubblicato le bozze che gli stessi politici le hanno fatte avere. Sarebbe come dire che i cani dovrebbero smettere di leccarsi e poi fingersi stupiti se continuano a farlo. Verrebbe voglia di chiedere le immediate dimissioni del governo, se non fosse che non è il momento e che all’opposizione non si scorgono menti molto più brillanti… anzi…

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Elio Truzzolillo

Elio Truzzolillo, nato il 24/06/1972,laureato in Economia. Segue con passione la politica italiana e il mondo delle fake news.