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I 20 studenti in festa a Bologna (sono stati denunciati)

Arrivati in viale Filopanti attorno alle 22.30 di venerdì, gli agenti hanno trovato 20 studenti, stranieri di varie nazionalità della Johns Hopkins, l’università americana con sede in città. Stavano facendo festa in un appartamento

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Il Corriere di Bologna racconta una storia che riguarda una festa di studenti organizzata ieri con tanto di musica e vociare durante l’emergenza Coronavirus. Una festa che è costata una denuncia ai partecipanti e una segnalazione delle forze di polizia.

I 20 studenti in festa a Bologna (sono stati denunciati)

Racconta il quotidiano che arrivati in viale Filopanti attorno alle 22.30 di venerdì, gli agenti hanno trovato 20 studenti, stranieri di varie nazionalità della Johns Hopkins, l’università americana con sede in città. Stavano facendo festa in un appartamento. Così per loro è scattata la denuncia a causa di inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, nell’ambito dei
controlli delle forze dell’ordine.

A proposito, due giorni fa il Siulp di Bologna, il sindacato degli agenti di polizia, aveva lamentato la mancanza dei dispositivi di protezione. Agenti mandati «al macello» secondo il la nota del sindacato inviata al prefetto Patrizia Impresa. La situazione d’emergenza però «non vuol dire che i poliziotti sono mandati al macello» ha corretto il tiro Felice Romano, segretario nazionale del Siulp, «non condividendo i toni utilizzati dal Siulp di Bologna ma solo il merito della rivendicazione» e sottolineando la disponibilità del capo della Polizia e della Direzione centrale di Sanità a risolvere i problemi.

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Ieri la Regione ha consegnato 15mila mascherine a ciascuna prefettura, da distribuire a vigili del fuoco, guardia di finanza, polizia, penitenziaria e carabinieri. Altre 2 mila alle polizie locali in ogni provincia. Grande impegno anche da parte dei carabinieri. Ieri, il comandante provinciale, Pierluigi Solazzo, ha spiegato come i controlli sono stati operati soprattutto sulle strade di collegamento, a partire dalla via Emilia. «E’ importante interrompere i flussi di comunicazione e intercomunali».

Non solo Bologna, ovviamente. Controlli per verificare il rispetto delle disposizioni per l’emergenza sanitaria anche in provincia di Rimini dove i Carabinieri hanno denunciato una quindicina di persone. A Montefiore Conca, i militari hanno fermato due persone che hanno spiegato di essere uscite di casa per cercare asparagi; a Novafeltria due giovani, una 26enne e un 21enne, sono stati denunciati perché, intorno a mezzanotte, stavano passeggiando per fumare una sigaretta. A San Leo, un 55enne di Novafeltria è stato sorpreso dai Carabinieri a Talamello mentre lavava l’auto, così come un 48enne di Rimini che, controllato dai militari vicino a un campo a via Tenuta, ha riferito loro di essersi recato lì per bruciare sterpaglie. E i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Eur hanno arrestato un 19enne di origini romene, ricercato dal 2014, destinatario di un ordine di esecuzione pena per 3 mesi e 20 giorni di reclusione con l’accusa di furto aggravato, commesso a Milano nel 2014, quando era ancora minorenne. Il ragazzo è stato notato in via Severino Delogu, a Roma, mentre passeggiava, in compagnia di un coetaneo connazionale, e da una verifica alla banca dati è risultato da arrestare. I militari dell’Eur lo hanno condotto nell’Istituto penale per minorenni di Casal del Marmo. Entrambi i ragazzi, che non hanno fornito valide motivazioni circa la loro presenza fuori dal proprio domicilio, contravvenendo alle disposizioni imposte dal Governo per il contenimento del contagio da coronavirus, sono stati denunciati anche ai sensi dell’articolo 650 codice penale.

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