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Le contraddizioni di Attilio Fontana sull’appalto dei camici a moglie e cognato

Giorgio Mottola: “C’è un fatto quantomeno curioso: quando abbiamo chiesto conto alla centrale di acquisto della Regione Lombardia notizia di questo appalto, Aria ci ha consigliato di rivolgerci direttamente all’ufficio stampa della presidenza della Regione, il quale effettivamente, in una mail del 4 giugno, tre giorni dopo la nostra citofonata ad Andrea Dini ceo di Dama spa, ci ha fornito le informazioni richieste”

Ieri, dopo aver pubblicato su Facebook il suo status in cui spiegava tutto (no, non è vero) sull’appalto dei camici alla ditta del cognato e della moglie, Attilio Fontana ha fatto annunciare a Regione Lombardia una querela a Report e una diffida alla Rai a mandare in onda il servizio di Giorgio Mottola che racconta le tortuose vie della “donazione” della Dama SPA che prima ha emesso fattura e solo dopo l’inizio dell’indagine della trasmissione di Raitre ha emesso la nota di credito che la certificava.

Le contraddizioni di Attilio Fontana sull’appalto dei camici

Su Facebook Fontana ha scritto ieri: “Alla Dama SpA il 16 aprile vengono ordinati 7.000 set costituiti da camice + copricapo + calzari al costo a 9 euro (prezzo più basso in assoluto) e 75.000 camici al 6 euro (anche questi i più economici). Le forniture iniziano il giorno dopo e vengono immediatamente distribuite (…). Nell’automatismo della burocrazia, nel rispetto delle norme fiscali e tributarie, l’azienda accompagnava il materiale erogato attraverso regolare fattura stante alla base la volontà di donare il materiale alla Lombardia, tanto che prima del pagamento della fattura, è stata emessa nota di credito bloccando qualunque incasso. Pertanto – conclude Fontana – nessuna accusa può esser fatta a coloro che nel periodo di guerra al Covid-19 hanno agito con responsabilità e senso civico per il bene comune”.

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E oggi con il Fatto Sigfrido Ranucci ironizza: “Non vedo proprio perché non dovremmo andare in onda. In fondo raccontiamo un bel gesto. Senza di noi e senza il Fatto Quotidiano nessuno avrebbe infatti saputo che l’azienda del cognato del presidente della Lombardia ha donato ai suoi cittadini materiale sanitario. Prendiamo atto della discrezione di casa Fontana: il governatore che aveva elogiato pubblicamente Giorgio Armani per aver donato camici alla Sanità lombarda tace sulle buone azioni di casa propria”.

Ma il servizio di Report andrà comunque in onda

Il servizio di Report andrà comunque in onda: “Siamo sempre andati in onda”, commenta Ranucci, il quale – tra l’altro – ha ricevuto una telefonata dal neodirettore di Rai 3 Franco Di Mare, a cui ha fornito l’ovvia garanzia di aver in mano tutti i documenti in grado di confermare la corretta ricostruzione della vicenda.

A VOLER ESSERE maliziosi si potrebbe raccontare come Report avesse iniziato ad occuparsi della vicenda pochi giorni prima che l’equivoco di casa Fontana si chiarisse: “Avevamo ricevuto una segnalazione, un operatore aveva già registrato del materiale. E a voler essere ancora più maliziosi – conclude Ranucci – dal momento che Fontana sostiene di essere stato all’oscuro di tutto, possiamo dire che tutto sia avvenuto a sua insaputa, sia in Regione che in casa. Insomma credo debba ringraziarci. Se non ce ne fossimo occupati noi avrebbe continuato a non sapere nulla”.

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“Può anche essere che Fontana sia in buonafede, per carità – aggiunge Giorgio Mottola, l’autore del servizio di Report – però c’è un fatto quantomeno curioso: quando abbiamo chiesto conto alla centrale di acquisto della Regione Lombardia notizia di questo appalto, Aria ci ha consigliato di rivolgerci direttamente all’ufficio stampa della presidenza della Regione, il quale effettivamente, in una mail del 4 giugno, tre giorni dopo la nostra citofonata ad Andrea Dini ceo di Dama spa, ci ha fornito le informazioni richieste. In particolare, alla domanda ‘La società Dama spa e il presidente Fontana hanno informato Aria del potenziale conflitto di interesse prima di procedere all’acquisto della suddetta fornitura? ’, la risposta è stata: “Se la procedura lo richiedeva, Dama lo avrà comunicato.

Per quanto riguarda il presidente Fontana non ha fatto passi in tal senso non essendo a conoscenza della procedura negoziata in corso’. Il conflitto di interesse ci pare evidente – conclude Mottola – che ci siano stati dei dubbi sul fatto sulla necessità di comunicarlo è abbastanza singolare”. Senza contare che la domanda di Mottola fa espressamente riferimento a un “acquisto”, la risposta non fa alcun cenno a una donazione.

C’è anche un altro fatto curioso: una cessione gratuita di beni a enti pubblici prevede il regime dell’esenzione (quindi fai fattura, ma non ci applichi sopra l’iva). Se parlano di nota di credito, invece, hanno applicato Iva al 22%.

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