Economia

I conti delle banche e il trimestre a rischio spread

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Le banche italiane vedono crescere gli utili ma il trimestre è in frenata. Senza gli NPL e dopo aver mitigato l’effetto economico delle cessioni dei crediti deteriorati nel primo semestre hanno portato a casa utili netti per 5,65 miliardi, in crescita tumultuosa rispetto a un anno fa, dove la perdita del Monte dei Paschi di Siena aveva portato i conti in giù. Ma, spiega oggi Repubblica, il miglioramento c’è, praticamente per tutti gli istituti. E qualche volta in misura rilevante. Tuttavia, la fotografia statica del 2018 nasconde un’insidia: nella seconda parte del periodo gennaio-giugno, siamo già in frenata e gli utili si riducono di un quarto, rispetto ai tre mesi precedenti.

Un andamento ben evidenziato da una corposa ricerca del sindacato di categoria UilL’ammontare complessivo di crediti deteriorati netti, che rimane imponente anche se c’è stato un deciso calo – perla precisione 20 miliardi – rispetto al dato del primo semestre 2018 ca: «Se consideriamo che sono in contrazione anche le commissioni e il totale dei ricavi – spiega Roberto Telatin, curatore della ricerca – forse i conti economici delle banche iniziano a segnalare che qualcosa comincia a deteriorarsi nell’economia nazionale».

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I profitti delle banche (La Repubblica, 12 agosto 2018)

La “frenata” non risparmia nessuno: si va dal -26% degli utili Intesa, al -77% di Bper, passando per il -42% di Banco Bpm. Ovviamente c’è chi si difende molto meglio, per esempio Unicredit che da un trimestre all’altro perde solo il 7,9% di utili, ma l’eccezione conferma sempre la regola. Non solo, il secondo trimestre ha visto anche risalire in molti casi il costo del credito e scendere il Cetl, l’indice di patrimonializzazione delle banche, messo a dura prova dall’allargamento dello spread sui titoli di Stato, che le banche italiane hanno generosamente in portafoglio (anzi, hanno complessivamente aumentato di 11 miliardi). Ebbene, proprio lo spread in risalita e in generale la volatilità sui mercati hanno causato anche la frenata sulle commissioni e sugli utili da trading. Complessivamente, anche il margine operativo lordo delle banche è sceso nel secondo trimestre, con qualche vistosa eccessione (ad esempio del Credito Valtellinese, che solo di recente si sta rimettendo in carreggiata).

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