Politica

Conte chiede a Draghi di riferire in Parlamento sulle armi da inviare in Ucraina

Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte chiede al governo di riferire in Aula sull’invio di nuove armi in Ucraina: “Non dobbiamo contribuire a un’escalation militare”

giuseppe conte mario draghi spese militari armi ucraina

Torna a tenere banco ed agitare la maggioranza il tema delle armi da inviare in Ucraina: un terzo decreto per alzare il livello degli aiuti militari che l’Italia manderà a Kyiv è allo studio del governo. La lista delle armi è secretata ma fonti parlamentari parlano di cingolati e altri mezzi di “artiglieria pesante”. Se Palazzo Chigi sembra intenzionato ad andare per la sua strada, che è quella stabilita a livello sovranazionale con accordi europei, la principale forza di maggioranza – il Movimento 5 Stelle – frena. Il leader grillino Giuseppe Conte oggi in un’intervista al Fatto Quotidiano fa una precisazione su quanto dichiarato in precedenza circa la distinzione tra armi “offensive” e “difensive”. “Non è affatto vaga – spiega – ma la mia maggiore preoccupazione è che rimanga vago l’obiettivo politico che vogliamo perseguire. Offriamo sostegno all’Ucraina per difendersi oppure ci prefiggiamo di rovesciare il regime di Putin e di innalzare lo scontro armato portandolo a un livello planetario?”.

Conte chiede a Draghi di riferire in Parlamento sulle armi da inviare in Ucraina

Per l’ex premier il nostro Paese dovrebbe avere come “unico obiettivo ragionevole” permettere la difesa di Kyiv “senza contribuire a un’escalation militare che amplierebbe la sofferenza delle popolazioni e le distruzioni, e ci precipiterebbe in una severa recessione economica”. Il Consiglio nazionale del M5S ha deliberato in questo senso, e Mario Draghi ne è stato informato da Conte Stesso: “Sarà importante che il premier chiarisca l’indirizzo politico che intende far valere nei contesti internazionali, e che questo sia vagliato e approvato dal Parlamento”. Sui decreti interministeriali che stabiliscono quante e quali armi verranno inviate in Ucraina non è infatti previsto un voto diretto dell’Aula: il governo si fa forte del “via libera” ottenuto lo scorso 17 aprile dalle due camere.

“Non avvertiamo la necessità di ribadire ogni giorno la fiducia”

Sul Corriere della Sera Conte risponde a chi gli chiede se questa posizione possa costituire uno strappo al governo: “Il Movimento 5 Stelle non mira a erigere muri ma vuole contribuire, come partito di maggioranza relativa, a determinare l’indirizzo politico che il governo dovrà far valere in tutte le sedi internazionali, ossia porre fine al conflitto lavorando incessantemente per una soluzione politica”. “Non avvertiamo – precisa Conte – la necessità di ribadire ogni giorno che abbiamo fiducia nel premier. In uno scenario così complesso, di fronte a un evento bellico imprevisto, a difficoltà economiche che si sommano ai danni della pandemia, sentiamo il dovere di fornire il nostro contributo all’indirizzo politico e di avere un confronto davanti ai cittadini. È questa la differenza tra la democrazia parlamentare e i regimi autarchici: da noi il governo si confronta costantemente con il Parlamento”.