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Il concorso presidi annullato dal Tar e l’apertura delle scuole a rischio

In due mesi sarà impossibile riuscire a ripetere tutte le prove. Il ministero promette il ricorso al Consiglio di Stato

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2900 posti da dirigente scolastico da coprire con il concorso presidi, 24mila candidati e 8736 ammessi allo scritto che si è tenuto il 13 dicembre 2018. Le graduatorie degli ammessi all’orale sono uscite il 27 marzo: 3.795 quelli che sono passati, il 43%. Ma il Tribunale Amministrativo del Lazio ha azzerato la prova scritta per l’incompatibilità di tre commissari e mentre il MIUR prepara il ricorso l’apertura delle scuole a settembre è a rischio

Il concorso presidi annullato dal Tar e l’apertura delle scuole a rischio

Il concorso presidi annullato era stato indetto nel 2017: una prova pre-selettiva del luglio scorso ha passato le forche caudine del Tar, ma è sullo scritto di dicembre che sono partiti i ricorsi (più di 500 in Campania) e una denuncia penale: secondo la sentenza è illegittima la commissione esaminatrice plenaria, che ha redatto le griglie di valutazione, perché era composta da tre membri ritenuti incompatibili con quel ruolo. Uno di questi era sindaco e altri due avevano insegnato a corsi di formazione proprio per il concorso. Si dovranno quindi ripetere, probabilmente, gli scritti e l’orale ma non la prova preselettiva perché non è stata valutata con le griglie della commissione illegittima. Ma il Ministero dell’istruzione ha fatto sapere che presenterà ricorso al Consiglio di Stato, per evitare che venga mandato a monte un lungo lavoro di mesi giunto quasi al termine, che ha interessato migliaia di persone.

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Non finisce qui. Il sindaco di Alvignano Angelo Francesco Marcucci è stato scoperto a correggere gli scritti mentre presiedeva una giunta. Esultano gli iscritti al Comitato “Trasparenza è partecipazione”, rappresentati dall’avvocato Massimo Vernola: «Ci interessa prima di tutto che sia verificata la legalità del concorso». L’esposto è stato presentato da 271 docenti, poi arrivati a 329. Ora praticamente il concorso è agli sgoccioli, in via di conclusione. “Se venisse confermata la decisione del Tar – spiega al Messaggero Antonello Giannelli, presidente dell’Anp, Associazione nazionale dei presidi – sarebbe disastroso per il sistema scolastico perché le reggenze aumenterebbe ancora . Rimango stupito dal fatto che siano state messe in commissione persone incompatibili con quel ruolo. In passato la questione era stata già sollevata, come è stato possibile un nuovo errore?”. Il tempo gioca contro,visto che in due mesi sarà impossibile riuscire a ripetere tutte le prove.

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