Opinioni

I complotti dietro le indagini sulla Nanodiagnostics di Stefano Montanari

L’arrivo della Guardia di Finanza ieri negli uffici e nel laboratorio di Antonietta Gatti e Stefano Montanari per una perquisizione con sequestro di computer e documenti ha scatenato come prevedibile una ridda di supposizioni. In una dichiarazione a RadioStudio54 Montanari ha detto che a indagare è la pubblica ministera Valentina Salvi della procura della repubblica di Reggio Emilia, che ha effettuato una perquisizione per un’accusa di truffa. Secondo l’Unione Sarda l’inchiesta sarebbe partita dalla denuncia di un paziente ammalato di tumore, che si è rivolto a Nanodiagnostics per un’analisi dei tessuti tumorali alla ricerca di nanoparticelle cancerogene.

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Non ci è voluto molto perché iniziassero le ipotesi di complotto. Il primo ad essere tirato in ballo è stato il Dottor Roberto BurioniSulla sua pagina Facebook l’associazione Vita al Microscopio ha lasciato intendere che sia stato il medico del San Raffaele il “mandate” della perquisizione perché in un post su Facebook aveva “invitato” la finanza e la magistratura a confrontarsi con Montanari. Niente di più che una battuta per spiegare come mai Burioni non ha intenzione di confrontarsi con l’esperto di nanoparticelle. Ma si sa, nel campo delle nanomolecole basta poco per far inceppare gli ingranaggi del pensiero. Ad esempio c’è chi spiega che le perquisizioni rientrano all’interno del programma di “depopolazione” dell’agenda 21 dell’ONU.

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Altrove vengono trovate sconcertanti coincidenze visto che giusto due giorni fa l’esperta di nanoparticelle aveva deposto al processo di Quirra. Durante la sua deposizione la Gatti, sempre molto tecnica, ha detto che durante l’esame del cadavere di un pastore aveva trovato “una pallina d’acciaio dentro l’osso” la cui genesi era riconducibile alle nanoparticelle. Stranamente poi ieri mattina “cioè il giorno dopo della deposizione al processo” la GdF ha fatto irruzione sequestrando tutto. Ora senza i computer la Gatti non potrà proseguire la deposizione e la spiegazione delle sue ricerche alla prossima udienza del processo, che sicuramente subirà un rinvio e quindi probabilmente non accadrà nulla di serio. Ma tutto è possibile nel magico mondo delle nanoparticelle e dei complotti.

EDIT 25 FEBBRAIO 2018: Stefano Montanari ieri ha precisato, come si era intuito, che le questioni di vaccini e microscopio non c’entrano nulla con l’indagine della procura di Reggio Emilia:

stefano montanari

“Facendo seguito a quanto ho dichiarato nei momenti immediatamente successivi alla perquisizione, quando mi trovavo in un comprensibile stato di agitazione e di grande stress emotivo, e scusandomi qualora tali mie dichiarazioni siano apparse irrispettose o generatrici di fraintendimenti, preciso che i fatti per i quali io e mia moglie risultiamo attualmente sottoposti ad indagini ad opera della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia non riguardano, a quanto ci consta, né il merito scientifico delle ricerche sulle nanopatologie che da moltissimi anni conduciamo con dedizione ed impegno, né tanto meno la raccolta fondi popolare che abbiamo recentemente lanciato per l’acquisto di un microscopio elettronico. Abbiamo piena fiducia nell’operato della magistratura e siamo certi che dimostreremo la nostra estraneità ai fatti ipotizzati a nostro carico.