Economia

Come sta Sergio Marchionne

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Le condizioni di Sergio Marchionne sono irreversibili. Il top manager si trova ricoverato in terapia intensiva nella clinica di Rämistrasse e il quadro clinico è gravissimo ma stabile. Nel reparto dove è ricoverato il manager vigilano gli addetti alla sicurezza di FCA, dove c’è la sua compagna Manuela Battezzato. I due figli Alessio Giacomo e Jonathan Tyler vanno e vengono.

Come sta Sergio Marchionne

Repubblica racconta che Marchionne aveva raggiunto Zurigo da Ginevra il 28 giugno, utilizzando il jet personale e non un’eliambulanza. Non era dunque in pericolo di vita né in emergenza, anche se chi lo ha visto entrare in ospedale lo ha definito stremato, fisicamente sfinito. I filmati della sua ultima uscita pubblica alla cerimonia per la consegna della Jeep all’Arma dei Carabinieri: l’ex amministratore delegato di FCA parlava con fatica, senza riuscire a nascondere evidenti difficoltà respiratorie. Le voci che si sono incrociate in questi giorni hanno parlato a più riprese di un tumore o di un cancro, ma racconta ancora il quotidiano, fonti vicine al manager suggeriscono che qualcosa non dev’essere andato nel verso giusto durante l’operazione, forse già al momento dell’anestesia o subito dopo.

Le complicazioni post-operatorie, che la prassi medica non esclude mai per nessun tipo di intervento, sembravano tuttavia gestibili e così è parso per giorni, fino a metà della scorsa settimana, quando la crisi si è aggravata in modo rapido e perentorio. Troppo tardi, a quel punto, per qualunque controffensiva: il fisico provato di Sergio Marchionne non rispondeva più alle cure, e il manager veniva mantenuto in vita solo grazie alle macchine.

Tanti i messaggi di vicinanza della politica, dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che si è informato subito con l’azienda, all’ex premier Silvio Berlusconi, che ha speso parole più che lusinghiere per Marchionne: “Sono molto colpito”, ha detto il Cav, per l’aggravarsi così repentino delle condizioni di quello che “è certamente il numero uno dei manager italiani”. “Chapeau”, aveva twittato anche l’ex premier Matteo Renzi, mentre Paolo Gentiloni ha parlato della storia di Marchionne e della Fiat come di un “esempio per tutti”. Dopo la “riconoscenza” e il “rispetto” sottolineati da Matteo Salvini, anche il vicepremier Luigi Di Maio si è detto addolorato e, esprimendo “rispetto” per il dolore della famiglia, si dice rammaricato di non aver incontrato il manager, con cui gli sarebbe piaciuto parlare di auto elettrica.

Marchionne e i media

Ieri un sito internet ha annunciato la morte di Sergio Marchionne, poi dopo qualche tempo ha cancellato tutto: si racconta anche per un intervento degli uomini di FCA. Dopo le 18 l’agenzia di stampa ANSA ha comunicato che le sue condizioni sono irreversibili: le voci sostenevano che non avesse mai ripreso conoscenza dal giugno scorso quando era entrato in clinica per l’operazione alla spalla. Molta polemica ha suscitato la prima pagina del Manifesto, in cui il manager veniva definito “colui che ha tolto diritti ai lavoratori e ha portato il gruppo dell’auto fuori dal paese”.

sergio marchionne il manifesto

Le strategie del gruppo, oggi e martedì, saranno sul tavolo del Gec (Group Executive Council), l’organismo decisionale del gruppo, costituito dai responsabili dei settori operativi e dai capi funzione. Al Lingotto ci saranno circa venti top manager che in questi anni hanno fatto riferimento a Sergio Marchionne e ora dipenderanno da Manley: è la prima riunione esecutiva della nuova era ma non ci sono decisioni sconvolgenti da prendere. La scelta è di andare avanti con il piano industriale presentato il primo giugno a Balocco, la parola d’ordine è continuità. I fari sono puntati anche su Piazza Affari per capire quale sarà, domani alla riapertura, l’impatto della svolta sui titoli del gruppo. Poi, mercoledì, ci sarà l’approvazione dei conti del secondo trimestre 2018, con l’annunciato azzeramento del debito.

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