Economia

Come la Banca Popolare di Bari si alzava i compensi mentre andava in crac

Il consiglio di amministrazione della Banca Popolare di Bari aumentava i compensi ai suoi manager mentre l’istituto di credito fronteggiava il crac. A partire dagli addetti ai controlli interni e alla compliance (la conformità alle direttive di vigilanza)

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Il consiglio di amministrazione della Banca Popolare di Bari aumentava i compensi ai suoi manager mentre l’istituto di credito fronteggiava il crac. A partire dagli addetti ai controlli interni e alla compliance (la conformità alle direttive di vigilanza): le due aree nevralgiche da cui dipendeva il flusso di comunicazioni sia con i magistrati che indagavano sulla banca, ipotizzando i principali reati societari, sia con i controllori della Banca d’Italia.

Come la Banca Popolare di Bari si alzava i compensi mentre andava in crac

Racconta oggi Andrea Greco su Repubblica che l’assemblea infuocata chiamata a votare il bilancio 2018, chiuso con 420 milioni di perdita netta a causa di ingenti svalutazioni su crediti, doveva discutere al punto 5 anche le “Politiche di remunerazione ed incentivazione per l’esercizio 2019”.

Un punto che passò al voto dei soci infuriati, forse più intenti a contestare i vertici nel timore di non rivedere i loro investimenti. Come dovessero essere tali “politiche di remunerazione e incentivazione” lo si capì due mesi dopo, il 24 settembre. Quando il cda della banca approvò il nuovo pacchetto dei compensi. Il gettone per tutti i consiglieri di amministrazione saliva da 40 mila a 70 mila euro annui. Il compenso fisso per l’ad Vincenzo De Bustis fu stabilito a 1 milione di euro, e di 450 mila euro per il presidente Gianvito Giannelli, che tre giorni dopo l’assemblea del 21 luglio aveva sostituito il patron Jacobini (suo zio).

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I soci della Banca Popolare di Bari (Il Sole 24 Ore, 15 dicembre 2019)

Il capostipite della famiglia, in banca dal 1978, nel 2018 era stato pagato molto più del nipote: 655 mila euro per l’annata, e 2,5 milioni di “compensi residui per anni pregressi”, non meglio specificati dal documento di remunerazione 2019. Ma quel risparmio di risorse fu di fatto redistribuito tra gli altri consiglieri, con la creazione di cinque nuovi comitati interni al consiglio.

Da due che erano furono portati a sette, ufficialmente per rafforzare i presidi dell’organo di amministrazione della banca; di fatto, fu un’altra occasione di guadagno per tutti i consiglieri. Per fare un esempio, per il comitato di pianificazione strategica fu scelto presidente Gianfranco Viesti, che così all’importo base aggiunse 45 mila euro; alla presidenza del comitato controlli e rischi Francesco Venturelli, altri 75 mila euro, e 50 mila a testa in più per i due suoi componenti Gianfranco Viesti e Francesco Ago.

E così via, in un fiorire incrociato di gruppetti e di gettoni.

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