Economia

Quanto guadagna il Nord con i pazienti che arrivano dal Sud

La mobilità sanitaria dal Sud porta 1,4 miliardi di euro ogni anno alle regioni del Nord. Chi ci guadagna e chi ci perde

giulio gallera attilio fontana

Una delle argomentazioni che sono state usate da Giulio Gallera durante l’emergenza coronavirus per rispondere alle accuse sulla gestione dell’epidemia in Lombardia è stata “I cittadini della Campania stanno prenotando nei nostri ospedali per venire a farsi curare nonostante la campagna d’odio”. Quello che non ha aggiunto Gallera è che non si tratta di generosità lombarda che apre gli ospedali ai meridionali ma di un giro d’affari che grazie ai pazienti che arrivano dal Sud ogni anno porta alle regioni del Nord un incasso di 1,4 miliardi di euro, come spiegato oggi dal Messaggero:

Si chiama “mobilità sanitaria interregionale”, ma al di là della definizione burocratica racconta la storia dei viaggi della speranza, l’angoscia di tante persone che per curarsi sono costrette a viaggiare, anche per molte ore, per raggiungere alcune regioni del Nord, l’ospedale di Milano dove c’è il professionista affermato, quello di Bologna dove c’è il miglior reparto del Paese. Dove magari incontreranno specialisti di fama internazionale proveniente, come loro dal meridione di Italia, che hanno dovuto lasciare la loro terra per lavorare. Nel sistema sanitario, la Regione Y paga la Regione X se un cittadino della prima va a curarsi in un ospedale della seconda.

Ecco, l’altra faccia della medaglia: vi sono alcuni servizi sanitari regionali che guadagnano in questa storia, a partire dalla Lombardia, con un effetto perverso. Negli ultimi due decenni la spesa per investimenti sanitari è stata concentrata soprattutto in Settentrione. In particolare alle regioni del Sud è andato un terzo di quello finito nel Nord. Secondo una ricerca pubblicata sul sito di Eticaeconomia, dei 47 miliardi totali stanziati, 27,4 sono stati investiti nelle regioni del Nord, 11,5 in quelle del Centro e 10,5 nel Mezzogiorno

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Cinque regioni del Centro-Sud perdono in questa partita 1,4 miliardi. Il saldo è negativo per 210 milioni di euro per la Puglia, 236,9 per la Sicilia, 281,1 per la Calabria, 318 per la Campania e 239,4 per il Lazio. Va detto che la Regione Lazio, su questi dati, precisa sempre che comunque nel saldo mancano alcune strutture religiose convenzionate come il Bambino Gesù e dunque il conto finale è differente e più favorevole. Ciò che resta è la sproporzione tra Nord e Sud.

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