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Come è scappato Cesare Battisti

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L’avvocato di Cesare Battisti, il terrorista che viveva fino a poco tempo fa in Brasile, dice oggi a Carlo Bonini di Repubblica che il suo assistito è scappato. Igor Sant’Anna Tamasauskas sostiene che «non si consegnerà. Mai. Che non darà alcun vantaggio alla polizia che gli dà la caccia. E dunque non farà l’errore di farsi individuare con una mail, un sms o un whatsapp. Non lo farà. E del resto non ha scelta. Questa storia sarà ancora lunga e non riesco a immaginarne l’epilogo».

Ma c’è di più: l’avvocato sostiene anche che sia stato l’annuncio del mandato d’arresto a permettere a Battisti di fuggire, visto che la notizia è stata data in tv quando l’ordine non era stato ancora eseguito, un po’ come era successo a Torino per il blitz contro la “mafia nigeriana” annunciato da Salvini su Twitter quando ancora non era stato concluso niente:

«Non era mai successo in questo Paese che un ordine di cattura firmato da un giudice del Tribunale Supremo venisse annunciato in diretta dai notiziari radio e tv, finisse on line e il giorno dopo fosse su tutte le prime pagine dei giornali. Normalmente accade che sia io che venga svegliato all’alba da un cliente che mi dice “avvocato, mi stanno arrestando”. E non che mentre vado a letto venga chiamato da decine di giornalisti che mi dicono che stanno per arrestare un mio cliente. Credo che quella fuga di notizie, che per quanto so ha fatto imbestialire la Polizia Federale, sia quello che, in portoghese, definiamo un Ato falho, un’azione che ha come suo scopo l’opposto di ciò che si prefigge.

Detta in altro modo, penso che quella fuga di notizie sia servita a chiudere la partita senza danni per nessuno. Il Brasile ha messo fine a una partita politica delicata con l’Italia, capovolgendo la decisione di Lula, e Battisti è stato messo nelle condizioni di non doverne pagare il prezzo lasciandogli la possibilità di fuggire, come ha fatto. In mezzo, sono rimaste solo le macerie del diritto. Perché la questione, quella che ho sollevato in questo mio ultimo ricorso, è che la decisione del giudice Fux svela come di fronte a quella che noi chiamiamo sovranità, ma che è solo un modo per definire il Potere, vengono meno i diritti umani».

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