Politica

Come è arrivata online la Casa di Formigli

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Virginia Della Sala sul Fatto Quotidiano oggi ripercorre le vie che hanno portato online la casa di Formigli ricostruendo come le pagine e i gruppi dei sostenitori di Italia Viva hanno cominciato la macchina del fango nei confronti del conduttore di Piazzapulita reo di aver intervistato Matteo Renzi e di avergli fatto domande sulla storia della villa a Firenze acquistata anche grazie a un prestito ricevuto dalla “conoscente” Anna Picchioni, madre di Riccardo Maestrelli.

Basta una breve ricerca per risalire all’origine e capire attraverso chi si propaga. A condividere il primo commento contro Formigli è un utente in un gruppo che si chiama ITALIA VIVA (in maiuscolo) poco dopo l’intervista. “Ma a questo pezzetto di cacca secca nessuno chiede come ha trovato LUI i soldi per comprarsi tre anni fa la casa dei miei in Prati, che gli è costata più di quella di Matteo Renzi? Ma ci rendiamo conto a cosa abbiamo assistito stasera?”, si legge in un post. Si definisce un renziano sin dalla seconda Leopolda, è un attivista dei diritti Lgbt, la sua immagine di copertina ha ritrae un “I love Matteo”con l’immagine di Renzi.

Lo status di cui parla l’articolo è ancora visibile online, quindi lo pubblichiamo senza censura (EDIT: l’articolo è stato modificato, si veda in calce il motivo).

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Nei commenti allo status l’utente successivamente fornisce prima una descrizione completa della casa e poi l’indirizzo. Conclude l’opera piazzando anche una foto dello stabile.

Il post e la foto iniziano a rimbalzare in tutti i gruppi di sostegno a Italia Viva: li condividono soprattutto uomini e donne ultracinquantenni, scrivono in maiuscolo, un commento dopo l’altro, istigano altri a diffonderlo. “Sei un PORCO e sarai trattato da PORCO” è una delle espressioni più gentili rivolte a Formigli.

Chi le scrive anima pagine locali di Italia Viva, gruppi,ha nelle immagini di copertina e del profilo riferimenti al simbolo o anche al movimento delle sardine. “Italia Viva partito della nazione”, “Simpatizzanti liberi con Matteo Renzi e Italia Viva”o“Siamo renziani di ItaliaViva”so no i nomi di alcune delle pagine.

EDIT ore 21,49: L’utente che ha pubblicato lo status che vedete qui sopra ci invita “a rettificare immediatamente nonché a cancellare il mio nome dal post pubblicato” in quanto, ci fa sapere, quello status non è più online (ma quindi lo ha cancellato lui? O qualche admin?).

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Scrive Luca nell’invito a rettificare:

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Noi, quindi, in primo luogo aderiamo tranquillamente all’invito a togliere il suo cognome e il suo avatar dall’articolo perché, a differenza sua, non ci interessa scatenare gogne ma raccontare la verità. In secondo luogo, lui scrive di “non aver mai dichiarato da nessuna parte l’indirizzo della casa che fu dei miei“, eppure nei commenti a quello status ormai sparito, come magari ricorderà, c’erano anche queste altre sue frasi:

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Come converrà anche l’utente in questione, piazzare una foto di Google Street View di una precisa palazzina (l’abbiamo censurata, è l’ultimo commento) e dire che la casa si trova in quel posto lì, davanti a quell’hotel che si chiama proprio così (anche questo elemento è stato da noi censurato), significa dare un indirizzo preciso.  Luca dice anche di non aver mai detto quanto sia costata la casa di Formigli, e infatti lui ha solo detto che Formigli l’ha pagata più di Renzi (e si conosce il prezzo della villa di Renzi, quindi…). Luca quindi ci ha ribadito di aver tutto il diritto di parlare di quella casa, però insieme ci ha invitato a cancellare il suo nome, e allora una domanda sorge spontanea: ma se lui si sente in diritto di farlo in pubblico (su quel gruppo i post sono pubblici, lui stesso scriveva di volerlo “gridare ovunque”?) perché poi improvvisamente non vuole più che ci sia il suo nome nell’articolo?

Leggi anche: La casa di Formigli e la differenza con la villa di Renzi