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La casa di Formigli e la differenza con la villa di Renzi

@alessandrodamato|

“Ho scritto a Renzi quello che era successo, segnalandogli e mandandogli anche i link delle pagine dove c’era la foto della mia casa, per invitarlo a controllare le pagine del suo partito: mi sembrava un fatto grave quello che era successo. Un messaggio inviato privatamente su whatsapp a Renzi, dopo il quale mi sono ritrovato la questione della mia casa pubblicata da lui senza il mio consenso”: la casa di Corrado Formigli ha fatto arrabbiare gli esponenti di Italia Viva e il conduttore non ha gradito per niente la solidarietà su Twitter del senatore di Scandicci che secondo l’ex inviato di Michele Santoro è stata finta.

Casa Formigli e la differenza con la villa di Renzi

Luca Bottura su Repubblica ha raccolto i commenti contro Formigli dopo la solidarietà espressa da Renzi: “I furbetti imparino cosa comporta utilizzare il livore”. “Era logico che qualcuno gli rendesse pan x focaccia”. “Spero che abbia imparato la lezione”. “Quello che è stato fatto è reso e con gli interessi !!”.“Torna al tuo posto, Corrado, e smettila di fare le boccacce a Matteo”. “Chi la fa l’aspetti…”. “Formigli è una gran faccia di… bronzo. Senta anche lui come sono amare alcune medicine”. “Noi siamo diversi. Ma non si può sempre essere corretti e buoni con chi non se lo merita”. Virginia Piccolillo invece sul Corriere della Sera ha sentito il conduttore:

Nel post Renzi definisce «porcherie» «i messaggi sulle case private sia quando si tratta di un giornalista che di un politico». Non è solidarietà?
«Finta. Perché non lo avevo autorizzato a diffondere la cosa, divenuta subito oggetto di curiosità. E perché omette di dire che a pubblicare i dettagli su casa mia sono stati tutti gruppi a sostegno di Italia viva».

Renzi dice di non aver avuto solidarietà sulla fuga di notizie dei suoi conti.
«Se la mettiamo sul piano del “chi la fa l’aspetti” è pericoloso. Renzi è un senatore e gli ho chiesto della sua casa perché c’è un’indagine aperta per riciclaggio. Io sono un privato cittadino pagato da un’azienda privata. Il giornalista deve controllare il potere, il contrario è squadrismo. Lì ci vivo con la mia famiglia. Mia moglie si è allarmata. Tanto che ho deciso di denunciare».

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Renzi ha replicato, stavolta via Twitter: «Fotografare la casa di un giornalista è inaccettabile. L’ho scritto per primo dopo vari sms di Formigli. Ok. Una domanda ai giornalisti: violare il segreto d’ufficio o la proprietà privata per far foto dentro casa mia invece è ok?». A Formigli è arrivata la solidarietà del segretario del Pd, Nicola Zingaretti: «È colpito – dice – dall’odio della Rete». Solidali anche Massimo Giannini, direttore di Radio Capital, Salvo Sottile, Luca Telese. Michele Anzaldi, deputato di Italia Viva, scrive invece su Facebook: «È vergognoso che sui social qualcuno invada la privacy di Formigli, come è indecente quello che subisce Renzi. Ancora più vergognoso quando i tg Rai hanno trasmesso l’interrogatorio secretato dei genitori di Renzi di fronte ai magistrati».

L’indagine sulla villa di Renzi e sul prestito da Anna Picchioni

Il punto però è essenzialmente tecnico. La casa di Formigli, che abbia o no un terrazzo da 100 metri quadri, non è finita sotto la lente perché c’è una segnalazione dell’Antiriciclaggio su come è stata acquistata dal giornalista. Quella di Renzi sì. Una segnalazione dell’antiriciclaggio ha infatti messo in luce che è stata acquistata anche grazie a un prestito ricevuto da Riccardo Maestrelli, che da tempo è finanziatore del senatore di Scandicci e che è stato dal suo governo nominato nel consiglio di amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti Immobiliare. Renzi infatti scrisse qualche giorno fa che ha comprato casa a Firenze chiedendo un prestito (privato) a “una conoscente“, “Un prestito personale, con sottoscrizione di una scrittura privata: una cosa del tutto legittima e ineccepibile. Prestito restituito in meno di cinque mesi. Ovviamente tutto tracciato con bonifico. Ho poi acceso un mutuo di 1.000.000 di euro che sto pagando con la mia indennità parlamentare. Per completare le informazioni: grazie ai proventi personali regolarmente registrati ho dichiarato 830.000 euro nel 2018 e dichiarerò oltre 1.000.000 euro nel 2019. Nel 2019 ho pagato per adesso circa mezzo milione di euro di tasse. Questo per rispondere a chi dice che vivo di politica”. Repubblica ha segnalato tre stranezze nella circostanza che ci permettono di apprezzare la differenza con Formigli.

matteo renzi anna picchioni riccardo maestrelli

Tutti i passaggi di denaro sono stati ricostruiti dagli investigatori dell’Uif, l’Unità antiriciclaggio della Banca D’Italia, attivati da una segnalazione di “operazione sospetta” della Cassa di Risparmio di Firenze. Il report è stato trasmesso mesi fa alla procura fiorentina che ha aperto un fascicolo modello 45, senza ipotesi di reato né indagati. È un procedimento diverso da quello che investe la fondazione Open. Spiega oggi Repubblica:

I detective di Bankitalia hanno scoperto che Renzi il 13 giugno 2018, un mese prima del rogito, ha pagato la caparra con quattro assegni da 100 mila euro ciascuno che ha potuto staccare grazie a un bonifico di 700 mila euro versato sul suo conto corrente il giorno prima. Da chi? Dalla vedova Anna Picchioni, madre settantenne di Riccardo, Giulio ed Elena Maestrelli, imprenditori fiorentini attivi nei settori immobiliare, commercio all’ingrosso della frutta e alberghiero. Proprio quel Riccardo Maestrelli che il governo Renzi nominò nel cda della Cassa Depositi e Prestiti immobiliare. Proprio Riccardo Maestrelli, detentore del 50 per cento di Palazzo Ruspoli dove nel 2012 avevano sede la fondazione Big Bang (l’embrione di Open) e il comitato elettorale renziano. I Maestrelli, tra l’altro, sono tra i maggiori finanziatori di Open: hanno donato 300 mila euro, e Renzi non ha mai fatto mistero dell’amicizia con Riccardo, di cui è stato ospite a Forte dei Marmi. Il

E questa è quindi la prima stranezza: perché il prestito viene fatto dalla vedova e non direttamente dai figli?

Matteo Renzi e i 700mila euro avuti “da una conoscente”

La villa ha una metratura complessiva di 276 metri quadri, divisi in 11,5 vani. Senza contare il parco da 1.580 metri quadri, che completano il salotto open space, la cucina grande, tre camere con bagno, studio e una terrazza. L’abitazione apparteneva al professor Lapo Puccini, nonno dell’attrice Vittoria. Il restauro della casa iniziò poi a dicembre 2018 per un costo di appena 90mila euro come mostra il documento del cantiere. La trattativa per l’acquisto dell’immobile l’ha fatta lo studio dell’avvocato Alberto Bianchi, indagato per finanziamento illecito ai partiti. Venne firmato un preliminare da 400mila euro (versato con 4 assegni da 100mila euro ciascuno).Renzi disse di essere riuscito a coprire i 900mila euro con un mutuo presso il Banco di Napoli. E qui c’è la questione del giro di denaro, che è assai curiosa:

Il giro di denaro è assai curioso: la holding della famiglia Maestrelli, la Pida spa, versa i 700 mila alla signora Picchioni con la causale “pagamento in conto acquisto 25 per cento partecipazione Mega srl”, poche ore dopo la signora li bonifica sul conto corrente aperto presso il Banco di Napoli dal senatore Renzi e da sua moglie Agnese.

riccardo maestrelli villa di renzi

Anche alla procura di Firenze risulta che il prestito sia stato restituito completamente. E qui Repubblica segnala la seconda stranezza: la Pida spa, la holding dei Maestrelli, gira alla signora Picchioni 700 mila euro a saldo di un vecchio acquisto di quote societarie, ma secondo gli analisti della Uif nella cifra ci sono 158 mila euro in più del dovuto. Perché?

Infine, la terza stranezza segnalata da Repubblica: per la caparra Renzi utilizza solo 400 mila euro, poi accende un mutuo da un milione. Perché, quindi, ne ha chiesti 700 mila alla famiglia Maestrelli? Tutto questo non c’entra nulla con la casa di Formigli.

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