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Come è andato il primo viaggio istituzionale di Giorgia Meloni a Bruxelles

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Giorgia Meloni a Bruxelles

Durante la campagna elettorale che, poi, l’ha premiata ufficializzando la posizione di Fratelli d’Italia come primo partito in Italia e conquistando la guida del nuovo governo, Giorgia Meloni si era rivolta alle istituzioni europee con il classico motto della destra italiana (utilizzato in precedenza e con una noiosa ripetitività da Matteo Salvini): “È finita la pacchia”. Per questo motivo c’era grande attesa e curiosità per il primo viaggio istituzionale di Giorgia Meloni a Bruxelles, ma quell’ostentata sicurezza gridati nei comizi e sui social sembra non aver portato alcun frutto.

Giorgia Meloni a Bruxelles, come è andato il primo viaggio istituzionale

Gli incontri erano istituzionali. Una sorta di presentazione degli obiettivi del nuovo governo, guidato proprio da Fratelli d’Italia (in coabitazione con Lega e Forza Italia), sui temi economici e sociali. Si è parlato di PNRR e di migranti. La Presidente del Consiglio ha incontrato la Presidente del Parlamento UE Roberta Metsola, il Presidente del Consiglio Europeo Charles Michel ma, soprattutto, la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. Cosa si sono dette? Queste le sintetiche dichiarazioni di Giorgia Meloni a Bruxelles, prima di ripartire in direzione Roma.

” Mi pare che dal punto di vista personale e umano si sia creata una interlocuzione molto franca e positiva. Sono contenta di come è andata questa giornata, nella quale ho portato il punto di vista italiano su alcune delle questioni che dobbiamo affrontare. Abbiamo parlato di come spendere al meglio le risorse del piano nazionale di ripresa e di resilienza, di come a fronte delle necessità che ci sono, con l’aumento dei costi delle materie prime e l’inflazione, riuscire a lavorare insieme e implementare il Pnrr in maniera tale che le risorse possano effettivamente arrivare a terra. Abbiamo parlato di flussi migratori e di un cambio del punto di vista della posizione dell’Italia, per cui la priorità diventa una priorità già prevista nelle normative europee, che è la difesa dei confini esterni”.

Un clima, ovviamente, molto positivo e incline all’ascolto. Come sempre accade in queste occasioni. Per il momento, però, le richieste fatte da Giorgia Meloni a Bruxelles hanno ricevuto solamente dei sonori no. Perché la Commissione Europea vuole proseguire sulla strada già tracciata da Mario Draghi per quel che riguarda i fondi del Next Generation UE convertiti nel PNRR italiano (quindi senza stravolgimenti, come invece “promesso” dalla nuova Presidente del Consiglio durante la campagna elettorale). E anche sui migranti, la risposta arrivata dalla UE è poco incline alle mozioni mosse da Meloni. Perché sul tavolo della stretta attualità ci sono, per esempio, i 104 minori non accompagnati soccorsi dalla ong tedesca SOS Humanity nel Mediterraneo. Bambini e ragazzi che attendono il via libera per sbarcare in Italia. E su questa situazione, la portavoce della Commissione Ue, Anitta Hipper, ha detto cose ben precise:

“Stiamo seguendo la situazione da vicino. Dalle informazioni che abbiamo, ci sono tre navi con circa mille persone a bordo e che hanno chiesto uno sbarco sicuro. La Commissione non è coinvolta nelle operazioni di salvataggio in mare né nella definizione del luogo di sbarco. Tuttavia, ricordiamo che salvare vite in mare è un dovere morale e un obbligo legale di diritto internazionale degli Stati membri indipendentemente dalle circostanze”.

Dovere morale e legge del mare. La vita prima di tutto.