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Selvaggia Lucarelli e l'inchiesta delle Iene su David Rossi

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Già qualche tempo fa Selvaggia Lucarelli aveva “fortemente ridimensionato” (eufemismo) la storia della Blue Whale con un’intervista a Matteo Viviani in cui gli chiedeva conto dei falsi video in cui si mostravano ragazzi che si toglievano la vita: «Me li ha girati una tv russa su una chiavetta e ammetto la leggerezza nel non aver fatto tutte le verifiche, ma erano comunque esplicativi di quello di cui parlava il servizio», fu la mitica risposta di Viviani all’epoca. Oggi sul Fatto la Lucarelli intervista Antonino Monteleone, l’autore dei tanti servizi sulla morte di David Rossi, chiedendogli conto di tutte le curiose omissioni presenti nell’inchiesta. Monteleone ha infatti in molte occasioni “dimenticato” di segnalare le tesi e le prove che smentivano le asserzioni contenute nei servizi. Ad esempio la storia dell’orologio di David Rossi e dei tagli ai polsi che si era autoprocurato:

Perché non dite che quel lampo, che per la difesa, sarebbe la caduta dell’orologio di Rossi successiva al suicidio, è simile ad altri 20 lampi nel video? Lo dice Zavattaro del Ris.
Concordo con Zavattaro, l’unico fatto strano legato all’orologio è il luogo di ritrovamento e che i soccorritori non l’avessero visto (Però la questione lampo/orologio è in tutti i servizi, ndr).

Non dite nulla dei tagli che si procurava da solo David Rossi sui polsi. Ne aveva parlato con la figlia Carolina: “il dolore alle volte serve a riportarti nella realtà”.
Non era fondamentale per sostenere che si possa essere suicidato.

L’autolesionismo mi pare importante in un quadro che ha a che fare con un suicidio.
Il fratello di David dice che la direzione dei tagli non è compatibile con la mano dello stesso corpo che se li procurava.

Aveva cerotti sui polsi, se glieli ha fatti un altro poi glieli ha medicati, strano.
Comunque abbiamo mandato in onda Carolina che parlava dell’autolesionismo nel primo servizio (Lo riguardo e riguardo anche gli altri filmati ma non se ne parla mai, ndr).

David Rossi

Nell’intervista Lucarelli ricorda a Monteleone che i vestiti di Rossi sono stati restituiti al fratello di David Rossi, Ranieri, e segnala come l’ex sindaco di Siena Piccini, “testimone” non tanto volontario della storia dei festini, in un libro del 2014 aveva scritto che Rossi si era suicidato. La parte più bella dell’intervista è però quello che riguarda la famosa “testimone incappucciata” che parla di un presunto organizzatore dei festini. Come ha rivelato qualche tempo fa Antonio Degortes, imprenditore ed ex dirigente bancario, la presunta testimone è una donna licenziata per assenteismo dal comune di Castiglione che era finita fa in molte storie non esattamente commendevoli:

Quindi avete mandato in onda una persona a cui non credete e la definite “ex funzionario”, termine generoso per un’ex vigilessa licenziata perché andava al mare anziché a lavorare, con decine di querele, hater di fama sul web. È stata denunciata pure da un amico di Rossi…
Mi stai chiedendo di rivelarti una fonte e non lo farò, ma non l’abbiamo presentata come autorevole.

Potevi cestinarla.
Mi sono fatto il culo per questa inchiesta e lo stesso culo me lo sto giocando. Se questa cosa conduce a esiti che demoliscono la mia credibilità, mi sono suicidato. Più io di David Rossi. Non ho l’ambizione di risolvere il caso, troppe prove sono andate perse. E non sono abituato ai giornalisti che intervistano giornalisti su quello che fanno.

Cane non morde cane?
Il mio approccio giornalistico ha basi solide, poi Le Iene dà spazio a linguaggi che offrono la possibilità di mettere un mio punto di vista, cosa che per un tg non avrei fatto.

David Rossi si è suicidato?
La verità? Non lo so.

That’s all, folks.

Leggi sull’argomento: David Rossi, pubblicata l’archiviazione del GIP