Opinioni

La cocaina a Montecitorio

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Tracce di cocaina nel bagno (maschile) dei deputati, appena fuori dall’aula di Montecitorio. Subito prima di un’importante votazione. Le ha trovate un giornalista inviato da FQ Millennium, il nuovo mensile di editoriale Il Fatto spa in edicola da domani sabato 6 maggio. Il cronista ha condotto diversi test con salviettine Nark II a base di cobalto tiocianato acquistate in un negozio di Roma specializzato in dispositivi per indagini di polizia scientifica. Il risultato positivo, confermato da una doppia prova con esiti identici, è stato ottenuto mercoledì 29 marzo 2017, nel momento in cui molti dei 400 deputati presenti si sono serviti della toilette dell’atrio appena prima di entrare in aula per una votazione relativa al testo di legge su magistrati e politica. Le tracce dello stupefacente sono state rinvenute dalla mensola all’interno di uno dei bagni.
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Quella stessa mensola, al mattino, era risultata negativa. A scopo di documentazione sulla correttezza del test, il giornalista di Fq Millennium ha ripreso tutta la scena con uno smartphone. Proprio alla Camera è ferma dal 25 luglio dell’anno scorso il testo firmato da oltre 200 deputati che legalizzerebbe il consumo ricreativo di cannabis, nei bagni della stessa istituzione si consuma droga pesante. A proposito della marijuana, invece, i giornalisti di FQ Millennium si sono procurati 22 campioni di marijuana e hashish nelle principali piazze di spaccio di Milano, Roma, Torino, Napoli e Bologna, e li hanno fatti analizzare dal laboratorio di tossicologia forense del Dipartimento di Scienze mediche e chirurgiche dell’Università Alma mater di Bologna. Nella marijuana acquistata a Bologna, in zona Montagnola, sono state trovate tracce del fungicida Propamocarb. “Concimi, fertilizzanti e ormoni” sono sostanze spesso rilevate dagli esami sulla cannabis sequestrata dalle forze dell’ordine, “così come diversi additivi chimici”, spiega a FQ Millennium Elia Del Borrello, la responsabile del laboratorio bolognese, utilizzato anche dalla magistratura. Spesso la presenza di sostanze potenzialmente dannose per la salute è conseguenza diretta “delle coltivazioni clandestine intensive”, presenti, per quanto riguarda l’Europa, per lo più in Albania. A Roma, al Pigneto, gli spacciatori hanno rifilato invece erbaccia comune e un pezzo di legno al posto di marijuana e hashish.