Opinioni

Claudia La Rocca contro i complottisti M5S

alessandrodamato|

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Claudia La Rocca è l’onorevole dell’Assemblea Regionale Siciliana che dopo un consulto con Cancelleri ha deciso di confessare con il magistrato il suo ruolo nella vicenda delle firme false a 5 Stelle. La Rocca è anche la principale destinataria dell’esposto con cui i tre indagati parlamentari nella vicenda (Riccardo Nuti, Claudia Mannino, Giulia Di Vita) insieme a Loredana Lupo e Claudia Di Benedetto hanno accusato lei e l’avvocato Ugo Forello di Addiopizzo di aver trascinato nella vicenda giudiziaria gli onorevoli. E oggi
La Rocca poi sostiene che alcune ricostruzioni giornalistiche sui fatti sono in effetti inesatte e ricorda che la storia è venuta fuori per creare caos in occasione delle comunali (ne avevamo parlato nell’articolo sulla talpa non ancora individuata),ma anche che questo nulla c’entra con la sua decisione di dire la verità.

Ho raccontato al PM solo ciò che effettivamente ricordavo con estrema onestà intellettuale, non una parola di più né una in meno. Le carte lo dimostreranno. Ho sempre sostenuto che alcune ricostruzioni del servizio delle Iene non corrispondessero pienamente alla realtà, come la strumentalizzazione delle mail, del record delle 13 ore in sede o la storia della riunione dove si sarebbe parlato della ricopiatura delle firme. Motivo per cui non c’è nulla che “stride” fra le mie mail con la Mannino e la mia intenzione di dire la verità ai magistrati, cosa che non ho mai pensato omettere. Sono anche fermamente convinta che i soggetti che hanno portato alla luce questa storia, dopo quattro anni e mezzo, non l’abbiano fatto di certo per amore della verità , ma probabilmente per mal di pancia passati e per creare caos in vista prossime comunali. In qualsiasi caso nulla cambia la realtà di un fatto avvenuto. Il punto è questo.
Ci sono tanti comportamenti in questi giorni che mi hanno lasciata perplessa, ad esempio sono convinta che chi è innocente (e non sono io a deciderlo) ha il solo interesse di collaborare per far archiviare quanto prima la propria posizione, senza chiudersi in silenzi o paventate strategie per allungare il brodo. Forse sarebbe stato più sano affrontare con responsabilità una situazione, invece di provare a “buttarla in caciara”.
Purtroppo sembra essersi perso il senso di ragionevolezza e della realtà. In questo momento surreale per vederci chiaro basterebbe fare ragionamenti semplici, oggettivi e logici.
Avevo pensato di indire una conferenza stampa, ma a questo punto non lo ritengo più necessario, attendo con fiducia l’esito delle indagini, voglio continuare a credere nel lavoro della magistratura

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