Opinioni

Civica Popolare: la lista petalosa di Beatrice Lorenzin

La storia è questa: qualche giorno fa Beatrice Lorenzin aveva annunciato di voler correre alle elezioni con un simbolo che ricordava una margherita, e Francesco Rutelli era insorto bloccando l’ipotesi che era stata ventilata anche dall’ex margheritino Lorenzo Dellai. E così per non trovarsi nei tribunali a litigare prima della campagna elettorale gli alfieri di Civica Popolare hanno deciso di cambiare tutto: Il simbolo della nostra lista “è un fiore petaloso nato dalla immaginazione di un bambino, figlio di una mia amica…”, ha detto oggi la Lorenzin, precisando poi: “Ognuno quindi può interpretarlo in base alla sua immaginazione, ci sono i colori del sole, si può leggere in tanti modi e ho detto che per me potrebbe essere una peonia”.
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E così alle elezioni Beatrice Lorenzin e i suoi hanno deciso di presentarsi con questo simbolo dal graditissimo color rosa shocking tendente al fucsia. Alla presentazione erano presenti i ‘soci fondatori’ della formazione centrista di centrosinistra: da Pier Ferdinando Casini a Gianluca Galletti, da Gianpiero D’Alia a Fabrizio Cicchitto e Sergio Pizzolante fino ad Andrea Olivero ed Ignazio Messina. Tra i simboli dei partiti che compongono la lista, presenti sotto una grande peonia gialla, c’è la margherita che Lorenzo Dellai utilizzo’ in Trentino a partire dal 1998, e che è ancora presente, appunto, come simbolo di “Unione per il Trentino”, che è stato inserito in Civica Popolare. Ma la parte più importante è stata la benedizione di Fabrizio Cicchitto: “La discesa in campo di Civica popolare presentata oggi in modo assai vivace e brillante da Beatrice Lorenzin, vuol dire che nasce un nuovo soggetto politico, fatto da cattolici e laici che vengono da varie esperienze politico-culturali, e che si sono incontrati in questa legislatura sostenendo i governi Letta, Renzi, Gentiloni, in nome di programmi razionali e riformisti che non a caso hanno favorito la ripresa dell’economia e dell’occupazione”. Vivace e brillante, ce l’ho. Che cosa può andare storto?