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Ciro Immobile accusa Cairo di averlo insultato. E lui gli risponde

La denuncia social dell’attaccante della Lazio e della Nazionale al termine del match contro il Torino

Ciro Immobile

Un punto di salvezza, ma in campo – e anche fuori – le tensioni non sono mancate. Con il pareggio ottenuto martedì sera allo Stadio Olimpico di Roma, il Torino ha conquistato la matematica certezza di una permanenza (anche nella prossima stagione) in Serie A. Lo 0-0 contro la Lazio ha consentito agli uomini guidati da Davide Nicola di evitare di giocarsi la salvezza a Benevento nel prossimi fine settimana. Al termine dell’incontro, però, Ciro Immobile – attaccante biancoceleste e della Nazionale – ha denunciato sui social l’aggressione verbale subìta negli spogliatoi da parte del presidente granata Urbano Cairo.

Ciro Immobile accusa Cairo di averlo insultato negli spogliatoi a fine partita

“Al termine della partita di questa sera il Presidente del Torino Urbano Cairo mi ha raggiunto all’ingresso dello spogliatoio della Lazio iniziando ad offendermi – ha scritto il centravanti sul suo profilo Instagram -, a scagliarsi verbalmente nei miei confronti rivolgendomi gravi accuse infamatorie, accusandomi di aver giocato la partita con ‘il sangue agli occhi’, e altre cose riguardanti anche la gara d’andata di questo campionato disputata contro il Torino, arrivando perfino a dirmi che ho giocato quella gara positivo al Covid”.

 

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Ciro Immobile è stato il grande protagonista del match di martedì sera. Al termine del primo tempo, infatti, si è visto annullare un gol per una spinta su un difensore granata. Poi, a sei minuti dal novantesimo, ha calciato sul palo un rigore che avrebbe (probabilmente) condannato il Torino alla sconfitta. Alla fine, però, il risultato finale di 0-0 ha permesso ai calciatori del Presidente Urbano Cairo di salvarsi con una giornata di anticipo.

Ma il numero uno granata ha deciso di non far cadere quell’accusa e – ripagandolo con la stessa moneta – racconta la sua versione dei fatti su Instagram.

 

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Urbano Cairo parla dell’esperienza di Ciro Immobile in maglia granata e delle difficoltà incontrate dopo esser andato a giocare all’estero (prima al Borussia Dortmund, poi al Siviglia). E spiega cosa è (o sarebbe) successo tra i due: “Ciro Immobile, non è andato bene (facendo riferimento alle stagioni passate fuori dall’Italia, ndr) e allora mi ha telefonato e mi ha chiesto per favore di tornare al Toro. Io , che gli ero affezionato, l’ ho accontentato. Ha fatto un girone di ritorno non molto brillante, ma io che ci tenevo molto a lui, lo avrei voluto riscattare comunque. Ma lui, Ciro Immobile, questa volta non mi ha chiamato personalmente, ma mi ha fatto dire dal suo procuratore che per motivi personali non poteva restare a Torino. E allora non l’ho riscattato perché ho capito chi è Ciro”.

Una settimana di intemperanze

Gli ultimi sette giorni del presidente granata lo hanno visto protagonista di un’altra dichiarazione che ha provocato molte polemiche. Quelle parole, quell’insulto rivolto – mentre parlava con alcuni tifosi – alla sindaca di Torino Chiara Appendino ha avuto una vasta eco mediatica. Ieri quello sfogo contro Ciro Immobile che, visto come è andata la partita, avrebbe dovuto “ringraziare” per aver graziato il Torino con quel rigore sbagliato a pochi minuti dal triplice fischio. Ma la partita dell’Olimpico di Roma era figlia di molte tensioni: dalle polemiche dopo la gara di andata e il caso tamponi in casa Lazio, fino al match di ritorno rinviato (dopo che il Toro era stato bloccato dalla Asl locale per i troppi casi Covid nella rosa) e giocato ieri sera (nonostante la richiesta dei biancocelesti di una vittoria a tavolino). Poi una serie di punzecchiature tra i due presidenti che, anche ieri, hanno proseguito in tribuna.

Alle fine, però, quel punto ha salvato il Torino condannando (con una giornata di anticipo) il Benevento al ritorno in Serie B. Quelle “streghe” allenate da Filippo Inzaghi, fratello di Simone (allenatore della Lazio). Insomma, a essere arrabbiato con Immobile per quel rigore sbagliato dovrebbe essere l’ex attaccante del Milan, non certo il presidente del Torino.

(foto: da Instagram)