Opinioni

Cristian Iannuzzi e il MoVimento manovrato da Casaleggio

Cristian Iannuzzi, deputato del MoVimento 5 Stelle in attesa di espulsione dopo la vicenda di Vacciano e Simeone, su Facebook pubblica un fotomontaggio che raffigura Gianroberto Casaleggio che “muove i fili” del presidente dei senatori Alberto Airola (che ieri ha firmato per l’espulsione dei due senatori):
casaleggio iannuzzi
Iannuzzi pubblica anche un lungo post di accuse a Casaleggio:

ebbene lo confesso, lo sapevo. non ne avevo la certezza, ma mi avevano anticipato cosa stava per accadere, e non potevo crederci.
è il pomeriggio di mercoledì 7 gennaio quando vengo raggiunto al telefono da un collaboratore di un portavoce M5S. mi racconta l’assemblea del Senato, molto dibattuta. ci sono stati interventi di diversi senatori ed anche di alcuni collaboratori. il capogruppo Airola ci ha tenuto a precisare che aveva parlato con Casaleggio e che questi avrebbe rispettato la decisione dei senatori. quindi si è passati ai voti ed a larghissima maggioranza i senatori M5S hanno espresso la volontà che Simeoni e Vacciano restassero nel gruppo parlamentare del MoVimento 5 Stelle.
d’altronde non vi erano appigli formali e neanche teorici. non li si poteva infamare come fu fatto con Artini per la storia dei soldi, visto che sono tra i portavoce M5S che restituiscono di più, o comunque sprecano meno soldi pubblici. sono riconosciuti dai colleghi come due persone per bene, che fanno il loro lavoro in coscienza e rispettando il programma ed i principi M5S.
per quale motivo dunque li si sarebbe dovuti cacciare? perché avevano espresso la volontà di uscire dal Parlamento? ed a quale uomo libero può essere negata tale possibilità? o forse chi aderisce al M5S rinuncia alla propria libertà di pensiero e di impegno politico? chi avrebbero potuto danneggiare restando nel gruppo parlamentare, continuando il proprio lavoro e rispettando gli impegni presi, in attesa di una votazione che presto o tardi gli avrebbe permesso di lasciare la poltrona ad altri cittadini?
e poi, qualche ora dopo l’assemblea al Senato, mi arriva la telefonata in cui mi si raccontano i fatti imbarazzanti di cui qualche giornale già ha parlato. un Airola in difficoltà, prostrato, combattuto, che chiama Vacciano su mandato di Casaleggio e lo prega di uscire dal gruppo M5S per evitare la cacciata per mano del blog.
come si è giunti a tanto non lo so e non ve lo so spiegare. certo in questi quasi due anni passati in Parlamento, ne son successe di cose nel M5S. decisioni calate dall’alto apparentemente insensate, provocatorie, a tratti dispotiche. votazioni sul blog quantomeno discutibili, aperte e chiuse di corsa e qualche volta con quesiti cambiati in corso di votazione. l’abbandono progressivo di un confronto con i cittadini, che se pure a sprazzi si era cominciato ad avere – vedi il percorso per la legge elettorale – ci si è poi diretti verso il commissariamento della democrazia nel M5S. l’abbandono delle dirette streaming delle assemblee parlamentari. la progressiva strutturazione del MoVimento in un partito politico tradizionale. l’abbandono del progetto di una piattaforma di e-democracy in cui i cittadini possano confrontarsi e decidere liberamente la linea politica e ogni altra decisione interna al M5S. per non parlare del dibattito parlamentare interno, che è divenuto praticamente fuorilegge. nei momenti di confronto interno, le assemblee parlamentari, sono messi all’ordine del giorno argomenti decisi arbitrariamente dal capogruppo o da altri “vertici”, eliminando a proprio piacimento e senza nessuna spiegazione, le proposte parlamentari. io stesso ho diverse volte proposto ordini del giorno per capire dove si dirigesse il M5S e la tanto agognata e-democracy ma non ho mai avuto risposte. e comunque le poche volte che il gruppo parlamentare è arrivato ad una decisione, se questa non piaceva al capo, per il blog è stata considerata carta straccia.
come si è potuto arrivare a calpestare le regole ed il metodo democratico, in questo modo? non si è mancato di rispetto solo ai due cittadini parlamentari che hanno dato prova, nel loro percorso nel M5S, di affezione ai principi ed ai valori del M5S come e più degli altri, ma a tutti i cittadini attivisti che in questi principi e valori ci hanno creduto e ci credono.
e come è potuto succedere che un portavoce M5S, eletto capogruppo da un’assemblea di suoi pari col compito di portare la voce di quegli stessi parlamentari, invece di rispettare le decisioni prese democraticamente in assemblea, abbia accettato di assumere il ruolo di tagliatore di teste per conto di Casaleggio, un imprenditore che presta dei servizi informatici – a fini di lucro – al blog di Beppe Grillo (piattaforma ufficiale del MoVimento 5 Stelle), ed ha assunto – in perfetto conflitto di interessi – anche il ruolo di capo politico vicario, posizionandosi al vertice della piramide a 5 Stelle.
non mi è facile comprendere questi passaggi. non mi è facile accettare la fedeltà ad un capo da parte di un portavoce parlamentare che siede nel Parlamento della Repubblica per servire il popolo italiano.
non era questa l’idea originaria di riVoluzione a 5 stelle. non era questo il MoVimento senza capi né padroni che io, e tanti altri come me, abbiamo abbracciato.
come siamo arrivati a questo punto?

Espulsione in arrivo?
Edit: arriva l’ufficialità (si fa per dire) dell’espulsione: