Politica

Il complotto per far cadere Conte

Anche il premier ieri sera ha parlato delle manovre per farlo fuori. E ha promesso il decreto semplificazioni che dovrebbe sbloccare miliardi già stanziati per opere mai avviate o da tempo sospese. Basterà per rimanere in sella?

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Con l’emergenza Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19 ci eravamo dimenticati di quanto può essere “divertente” la politica italiana. Ieri il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ci ha riportato alla realtà parlando apertamente delle  preoccupazioni del vicesegretario del Pd Andrea Orlando secondo il quale «nelle prossime settimane noi vivremo una serie di attacchi al governo finalizzati alla sua caduta» e «a rivedere il patto di governo e a riorganizzare la maggioranza».

Il complotto per far cadere Conte

«Se leggiamo i giornali, vediamo dei tentativi di dare qualche spallata al governo», ha detto ieri durante la conferenza stampa di presentazione delle riaperture della fase 2 dal 18 maggio. Il Messaggero ci racconta quindi la precisa sensazione di assedio che avvertono a Palazzo Chigi, mentre cadono le misure restrittive con forte anticipo anche per le categorie a rischio, anche se la volontà del governo era un’altra. Ma hanno vinto le regioni con il loro pressing a volte insensato come quello della Regione Lombardia. E questo perché potevano contare su sponde forti all’interno della maggioranza di governo:

E così il primo a rimettere simbolicamente la testa fuori, è lo stesso Conte con la conferenza stampa nel cortile di palazzo Chigi con tanto di giornalisti in carne ed ossa a fare le domande. Una ripartenza obbligata dalle casse vuote del Mef, dall’impossibilità di ricorrere a nuovo indebitamento e dalla contrarietà del M5S a usare il Mes. Tutti fattori che costringono Conte a trascorrere un’altra estate con il fiato sospeso, guardandosi le spalle, ma osservando con attenzione ciò che accade nelle aree del Paese dove la crisi economica rischia di esplodere ancor prima di settembre e ancor prima che si possa pensare di ricevere sostegno dai Recovery Bond”.

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Decreto rilancio: i numeri della manovra (Il Sole 24 Ore, 11 maggio 2020)

Scenari simili, se non peggiori, di quelli che portarono alla caduta dell’ultimo governo Berlusconi. Con la differenza che in quei giorni del 2011 non salivano i prezzi, ma lo spread e non c’erano valanghe di licenziamenti, aziende che non riaprono e suicidi. Con le riaperture di domani, non solo il Paese ma anche il governo entra in una Fase2 ricca di incognite che Conte mostra di temere anche per la fragilità della maggioranza che lo sostiene. Nella settimana che si apre il presidente del Consiglio sarà in Parlamento per illustrare gli ultimi decreti e Dpcm. Ma il passaggio più complicato per la maggioranza sarà il voto sulle mozioni di sfiducia nei confronti del ministro e capodelegazione del M5S Alfonso Bonafede.

Intanto Italia Viva con Maria Elena Boschi mostra soddisfazione per le misure economiche assunte dal governo con il “decreto Rilancio”. «Bene le riaperture, la  cancellazione dell’Irap, la regolarizzazione dei migranti e il sostegno alle scuole cattoliche», sostengono i renziani, che però non hanno ancora spiegato come voteranno su Bonafede. Conte ha promesso che molto ci sarà nel prossimo “decreto-semplificazioni” che dovrebbe sbloccare miliardi già stanziati per opere mai avviate o da tempo sospese. Basterà per rimanere in sella?

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