Opinioni

Chi ha perso e chi ha guadagnato nell’emergenza Coronavirus

Un rapporto dell’Area studi di Mediobanca riportato oggi dal Corriere della Sera delinea gli effetti del Covid-19 sul primo trimestre 2020 di oltre 150 grandi multinazionali con fatturato superiore a 3 miliardi. Il fatturato aggregato medio resta invariato rispetto al primo trimestre 2019, ma i numeri sono molto diversi nei vari settori di attività.  Il mondo è stato a casa, quindi tanto commercio online, zero viaggi e turismo; tanti beni essenziali e farmaci, rinvii o rinunce per fashion e auto.

Le big di Internet hanno beneficiato più di tutti dello stop da pandemia: i ricavi sono aumentati in tre mesi del 17,4%, trainati in particolare dal gigante dell’e-commerce Amazon, che pesa quasi per il 40% e ha visto il business aumentare nei tre mesi del 24,6%. Seguono i gruppi della grande distribuzione, che hanno registrato incrementi negli affari del 9,1% e dei profitti del 35%, con un salto che si è manifestato soprattutto nel primo periodo del virus per l’effetto “stoccaggio” da parte dei consumatori preoccupati.

Appena più basso l’aumento del 6% da parte delle case farmaceutiche (i cui utili hanno però fatto un balzo del 20,5%), mentre sono cresciuti del 4,7% i ricavi del settore dei pagamenti elettronici, favoriti dalla“distanza”.

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Chi vince e chi perde nell’emergenza Coronavirus (Corriere della Sera, 13 maggio 2020)

Hanno tenuto i media che, pur accusando un calo della pubblicità, hanno perso solo lo 0,5% grazie agli abbonamenti e ai consumi del “mondo a casa” che ha chiesto informazione. Lo stop ha invece colpito duramentel ’automobile, i cui ricavi sono scesi del 9,1% e i profitti del 92,4%. Segue il fashion, dove il fatturato si è ridotto del 14,1% e i risultati del 92%. Una frenata che preoccupa l’Italia: ha sede qui il 40% della produzione dei beni di lusso. Da debacle petrolio ed energia, con cali rispettivi del 15,9% e del 22,1%, e conti in rosso.

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