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Dal 18 maggio l’autocertificazione non serve più

Il DPCM programmato per la fine della settimana rialzerà le saracinesca di bar, ristoranti e parrucchieri manderà anche in pensione l’autocertificazione e da lunedì si potrà tornare a incontrare gli amici, anche a cena, senza inventare motivazioni

autocertificazione 18 maggio

Dal 18 maggio l’autocertificazione non serve più. La Stampa scrive oggi in un articolo a firma di Paolo Russo che il DPCM programmato per la fine della settimana rialzerà le saracinesca di bar, ristoranti e parrucchieri manderà anche in pensione l’autocertificazione e da lunedì si potrà tornare a incontrare gli amici, anche a cena, senza inventare motivazioni.  Probabile anche il via libera ai soggiorni nelle seconde case, se si trovano nella propria regione.

Dal 18 maggio l’autocertificazione non serve più

Per andare nelle seconde case fuori regione si dovrà attendere il primo giugno, prima data utile anche per le visite ai parenti. Questo però varrà soltanto per quei territorio in cui l’epidemia non è ancora forte, quindi saranno molto probabilmente escluse Lombardia, Piemonte e Liguria.  Nel frattempo, sono arrivate le linee guida di Inail e Istituto superiore di sanità, che dettano le regole per far ripartire ristoranti, bar e parrucchieri, oltre che per sdraiarsi in spiaggia, a partire però dal primo giugno.

Ai tavoli, che sia per la colazione, la cena, il pranzo o l’aperitivo, cioè sia nei bar sia nei ristoranti, vale la legge dei 2 metri, che è la distanza che deve intercorrere tra le sedie di chi non vive sotto lo stesso tetto. Ogni cliente dovrà avere a disposizioni 4 metri quadri oppure, più semplicemente, dovrà rassegnarsi al divisorio in plexiglass. Banditi i buffet e se possibile anche il pagamento in contanti, mentre il menù lo si dovrà consultare da una app o dalla lavagna al muro. E poi in cucina mai senza guanti e mascherine, che dovranno usare anche i clienti quando si alzano da tavola. Infine al ristorante si va prenotando e rispettando i turni. La regola dei 2 metri vale anche dal parrucchiere, dove non basterà prenotare, ma sarà necessario anche specificare il trattamento: messa in piega, taglio o colore, in modo da consentire la programmazione degli appuntamenti.

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Repubblica aggiunge che quella di ieri è stata una giornata dedicata agli scenari di riapertura. Di fronte ai governatori che chiedevano di poter aprire a chi arriva da fuori, il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia ha frenato: troppo presto.

Bisogna prima vedere come va l’epidemia, soprattutto valutare i dati chiesti alle regioni da ministero alla Salute e Istituto superiore di sanità riguardo a 21 indicatori, tra i quali occupazione dei posti letto degli ospedali, fattore di replicazione della malattia, nuovi casi, rapidità dei test. Le informazioni stanno arrivando ma ci vorranno ancora un paio di giorni perché siano complete. Prima di tutto daranno una risposta sulla possibilità di riaprire le attività commerciali lunedì 18. La regione maggiormente a rischio di non farcela, e i dati non positivi di ieri confermano questa possibilità, è la Lombardia.

Anche il Piemonte, inoltre, potrebbe avere dei problemi. Così qualcuno potrebbe dover aspettare ancora, mentre i governatori annunciano in maggioranza di essere pronti a far ripartire il commercio. Sempre sui numeri si baserà la possibilità che vengano autorizzati gli spostamenti da regione a regione. Boccia ha spiegato che quando sarà nota la situazione dei vari territori si potranno prendere decisioni. «Tra due regioni a basso rischio, a maggior ragione se confinanti, sarà naturale avere mobilità interregionale».

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