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Gli italiani esportatori di idiozia e la vignetta di Charlie Hebdo su Notre-Dame

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Una doverosa premessa: non è obbligatorio né necessario farsi piacere o leggere Charlie Hebdo. Il fatto che il settimanale satirico sia in francese dovrebbe se non altro scoraggiare i meno portati alla comprensione del testo altrui. Seconda considerazione: quella che fa Charlie Hebdo è satira. Anche qui non è necessario apprezzare la satira più di quanto non sia obbligatorio leggere Moby Dick. Tranquilli, si vive anche senza.

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Oggi Charlie Hebdo ha pubblicato su Facebook quella che sarà la copertina del numero in uscita oggi (a Parigi) e mercoledì in tutto il resto del Paese. È una copertina dedicata all’incendio di Notre-Dame che punta il dito contro Emmanuel Macron e l’amministrazione francese, responsabile della situazione in cui si trovava la Cattedrale (che è di proprietà dello Stato francese). Charlie Hebdo non rinuncia a fare satira su quanto accaduto, anche perché ieri sera Macron avrebbe dovuto tenere un discorso alla nazione per annunciare il suo progetto di riforme per rispondere ai cinque mesi di proteste dei Gilet Gialli che hanno attraversato la Francia in questi ultimi mesi.

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Nella copertina si vede infatti Macron che sorride mentre le due torri  della Cattedrale – che spuntano dall’acconciatura dei capelli – sono in fiamme, la parola “Riforme” scritta di fianco a lui e l’annuncio: «Comincio dalla Charpente». La charpente di Notre-Dame è l’armatura lignea – risalente al 1200 – che sorreggeva il tetto della basilica e che è andata completamente distrutta durante l’incendio di ieri sera. Nella copertina su Facebook della pagina di Charlie Hebdo l’immagine è tagliata, ma a quanto pare molti commentatori non se ne sono accorti e hanno pensato che la vignetta fosse solo il disegno delle due torri.

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Non tutti però hanno capito il senso della vignetta. Soprattutto i commentatori italiani che si sono precipitati con la bava alla bocca e col ditino alzato dei censori della satira a spiegare che sì, insomma, si poteva fare un umorismo anche ben peggiore. Nessuno suggerisce come, ma tutti sono indignati perché quando c’era da fare satira sulle tragedie italiane Charlie Hebdo non si è mica tirato indietro.

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E a dire il vero non lo ha fatto nemmeno questa volta. Solo che – proprio come nelle occasioni precedenti – è neccessario capire la vignetta. O quanto meno fare uno sforzo interpretativo. Non sorprende che chi oggi dice che la copertina di Charlie Hebdo non è abbastanza cattivagraffiante non ne colga il senso. In fondo solo i francesi possono davvero essere colpiti dalla vignetta, visto il dolore dall’aver perso un simbolo del Paese. Sarebbe come se Charlie Hebdo facesse una vignetta sul Duomo di Milano che brucia, fortunatamente senza vittime, e ci mettesse una caricatura di Salvini o Di Maio che dicono «questo è il governo del cambiamento». Cosa pretendono gli italiani, qualche morto buttato lì per rendere più splatter la vignetta anche se non è morto nessuno? Oppure si rammaricano proprio del fatto che la tragedia in fondo non sia stata così tragica? Provate voi a veder andare in fumo il simbolo della vostra città. Charlie Hebdo non ha bisogno di dimostrare che “sa fare di meglio”, perché lo ha già fatto. Non ha bisogno di far vedere di saper fare satira anche sulla propria pelle, perché ha fatto pure quelloLa differenza tra i vignettisti francesi e i commentatori italiani è che i primi fanno satira, i secondi semplicemente gioiscono delle disgrazie altrui. Chi è peggio secondo voi?

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