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Il M5S vieta l’uso del simbolo al candidato accusato di essere massone

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Il Mattino stamattina ha raccontato la vicenda di Catello (Lello) Vitiello, candidato nel collegio Campania 1 – 03 a Castellammare di Stabia con il MoVimento 5 Stelle ma anche massone in sonno. Nel pomeriggio l’Adn Kronos aveva fatto sapere che anche nei confronti di Vitiello, così come per Dessì, Cecconi e Martelli, il M5S era orientato a chiedere la rinuncia al seggio tramite l’ormai prestigioso modulo approntato per il bisogno. Ma Vitiello in un lungo post sulla sua pagina Facebook ha fatto sapere sapere che non ha alcuna intenzione di mollare perché lui è un candidato della società civile, mica di Di Maio. A quel punto il M5S l’ha diffidato dall’utilizzo del simbolo, secondo una procedura di dubbia correttezza giuridica.

Catello Vitiello: il candidato M5S massone in sonno non molla

Secondo quanto faceva sapere l’Adnkronos, il Movimento era pronto a chiedere all’avvocato campano esponente in sonno della loggia massonica napoletana La Sfinge, che aderisce al Grande Oriente d’Italia, di firmare un modulo con l’impegno a dimettersi in caso di elezione. Soluzione già adottata per Emanuele Dessì, Carlo Martelli e Andrea Cecconi. “Nel Movimento – spiegavano all’agenzia di stampa fonti di primo piano – non è accettabile che ci siano candidati iscritti alla massoneria, anche se ‘in sonno'”, come nel caso di Vitiello, al quale viene anche contestato il fatto di non aver informato i vertici del Movimento della sua appartenenza alla loggia.

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Lo status di Catello Vitiello detto Lello

Vitiello ha allora pubblicato allora un lungo status sulla sua pagina Facebook per difendersi, nel quale ha sostenuto che la sua iscrizione alla massoneria fosse un hobby:

“Questa breve esperienza fa parte del mio passato e posso serenamente affermare che ha segnato la mia formazione umana. Quando mi affacciai a questo mondo fui spinto dall’amore per la cultura, per l’arte e per la storia d’Italia…personaggi come Benedetto Croce, Voltaire, Mozart, Wilde, Doyle, Toto’, Fermi, Carducci, Bixio, Beccaria, Mazzini e tanti altri mi hanno determinato a cercare di capire cosa li unisse e il pensiero che hanno condiviso.

Dopodiché, l’impegno non collimava con la mia vita professionale perché più cresci e meno tempo hai per gli hobby. La massoneria era un hobby e ritengo che questo non possa marchiare a fuoco un uomo che si è contraddistinto per tanto altro. Non sono mai stato bravo a parlare di me perché sono stato educato ad evitare sempre e comunque ogni autoreferenzialità, ma posso dire con serenità e certezza di non aver mai rubato, ucciso, truffato, corrotto o concusso.

E il M5S gli vieta l’uso del simbolo

Sempre nel lunghissimo status pubblicato su Facebook Vitiello ha sostenuto di non essere attualmente iscritto a nessuna loggia, mentre secondo l’articolo del Mattino risultava semplicemente “in sonno”. Ma ha anche spiegato di non avere alcuna intenzione di rinunciare al seggio e all’elezione:

Come candidato in un collegio uninominale io rappresento la società civile e non comprenderò alcuna esclusione aprioristica e immotivata.
Non remerò contro il MoVimento ma non ho intenzione di ritirare la mia candidatura e vado avanti per la mia strada nella certezza di essere compreso da chi davvero mi conosce e crede in me.

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A quel punto è arrivata la doccia fredda: “Essendosi rifiutato di rinunciare spontaneamente alla candidatura e all’elezione con il M5S, Lello Vitiello viene diffidato dall’utilizzo del simbolo del M5S. Vitiello non può essere eletto con il M5S a causa della sua adesione in passato al Grande Oriente d’Italia e per non averlo comunicato al MoVimento 5 Stelle all’atto della candidatura dichiarando quindi il falso”, scrive l’Adn Kronos.