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La strana storia dei cassonetti incendiati a Ostia

cassonetti bruciati ostia

Trenta cassonetti a fuoco il 25 ottobre tra le 23 e le 4 del mattino successivo in diverse strade di Ostia, Vitinia e Acilia, tra cui piazzale della Stazione del Lido, viale dei Promontori, viale Genoese Zerbi, via delle Baleari, via Marenco di Moriondo, via degli Aldobrandini, via delle Nereidi, Lungomare Toscanelli, viale della Marina, via delle Triremi, via Pucci Boncambi, via dei Traghetti, via Lucio Lepidio. Poi altri date alle fiamme davanti alla sede del municipio due giorni fa e altri ancora ieri sera, proprio mentre Paolo Ferrara, capogruppo grillino in Aula Capitolina, e Giuliana Di Pillo, candidata del M5S, erano lì per controllare la loro sostituzione. Il tutto in piena campagna elettorale.

La strana storia dei cassonetti incendiati a Ostia

È una storia molto strana, quella dei cassonetti incendiati a Ostia che oggi viene denunciata sulla sua pagina Facebook anche dalla sindaca Virginia Raggi. I danni dei primi roghi sono stati quantificati da AMA in ventimila euro, ed è probabile che ce ne vorranno altrettanti per gli altri due incendi. I cassonetti da 2.400 litri fanno parte di una nuovissima fornitura di contenitori acquistati dall’azienda e la sostituzione a ridosso dell’apertura delle urne sa di chiara mossa elettorale. Ma anche i tre incendi in cinque giorni sembrano proprio una ritorsione politica contro l’amministrazione.

D’altronde i carabinieri di Ostia indagano per vedere se ci sono legami tra i tanti roghi di questi giorni, mentre l’argomento è già diventato oggetto di polemica politica: « “Ci auguriamo che adesso i 5 Stelle non gridino al complotto dei cassonetti come hanno sui frigoriferi, perché la realtà è che l’Amministrazione Raggi nel Municipio X sul tema dei rifiuti non ha fatto un bel niente», ha detto qualche giorno fa Monica Picca, candidata del centrodestra al X. Dove la sfida sembra ancora aperta anche se il M5S è condannato a vincere, viste le altissime percentuali di voti per la sindaca alle politiche del 2016 e la candidatura della delegata della Raggi al Municipio.

I cassonetti a Ostia e il cui prodest

Se in altre occasioni le denunce di boicottaggio da parte del M5S sembravano campate in aria – come in occasione del cantiere abbattuto dal vento – questa è evidentemente da prendere sul serio. Anche perché nello stesso giorno del primo rogo è stata data alle fiamme anche un’area giochi di fronte la chiesa San Maurizio Martire di via del Poggio di Acilia. Un po’ troppo per pensare a una casualità in concomitanza con il voto. E Paolo Ferrara aveva anche denunciato un altro rogo il 18 ottobre scorso.
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Eppure sembra incredibile che tutti i roghi, anche quello davanti al Municipio, si siano verificati in zone in cui non ci sono telecamere. Un vandalismo elettorale che sembra troppo interessato per non nascondere qualcosa.