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Case popolari ai rom, a Roma via alle assegnazioni

sentenza raggi 10 novembre

Per svuotare le baraccopoli dei nomadi, che vanno smantellate entro il 2021, la giunta di Virginia Raggi gioca la carta degli alloggi comunali. Il Messaggero racconta che già cinque famiglie rom del campo La Barbuta hanno ricevuto un alloggio e altre 20 sono in attesa:

In due anni vanno chiusi tre campi: la Barbuta, la Monachina (allo svincolo della via Aurelia, al km 13, abitato da 115 persone) e Castel Romano, la più grande baraccopoli rom della Capitale, 1.062 abitanti. Già a dicembre, Raggi aveva fatto capire che gli alloggi dell’«Erp» (edilizia residenziale pubblica) avrebbero potuto essere assegnati ai rom degli insediamenti da chiudere.

«Anche i nomadi, se hanno condizioni economiche svantaggiose, hanno diritto a ottenere una casa popolare, esattamente come le persone non rom – aveva detto la sindaca- Non si può essere schedati se si è o meno rom». Le graduatorie, spiegano dal Comune, scorreranno regolarmente, «senza corsie preferenziali».

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Campi rom a Roma (Il Messaggero, 24 gennaio 2019)

Si parte dal campo della Barbuta, al confine tra Roma e Ciampino, dove abitano 586 persone, il 13% della popolazione nomade della Capitale. Anche se finora gli sforzi non hanno dato i risultati sperati:

La sindaca grillina non vuole prove di forza. Prima della ruspa, è convinta, tocca offrire un’alternativa a chi abita nei container. Facile a dirsi, molto più complicato da mettere in pratica. In questi anni si è provato col “bonus casa”, cioè un contributo da 800 euro al mese per spingere i rom a prendere un appartamento in affitto. Ma perfino con la garanzia dell’amministrazione comunale, non si sono trovati proprietari di immobili disposti a cederli a chi veniva dai campi.

EDIT: Virginia Raggi sulla sua pagina Facebook risponde:

La solita destra razzista e chiacchierona ne ha sparata un’altra: la Raggi regala le case ai Rom. Loro chiacchierano e speculano inventando notizie; noi invece lavoriamo chiudendo e superando i campi rom.

Giorgia Meloni ha lanciato questa fake news. La smonto velocemente. In primis, chiarisco che il “piano rom” nulla ha a che vedere con le assegnazioni delle case popolari. Queste ultime sono garantite e assegnate soltanto agli aventi diritto, non agli irregolari. E noi in poco più di due anni siamo riusciti a sbloccare le graduatorie assegnando più di mille case e mandando via coloro che le occupavano abusivamente da anni.

La Meloni sappia comunque che le graduatorie per l’assegnazione delle case popolari da parte di Roma Capitale non tengono e non terranno mai conto dell’etnia dei richiedenti: solo chi ha diritto è tra gli assegnatari. Ricordo infine a Giorgia Meloni che Roma è medaglia d’oro al valor militare per la resistenza ed è orgogliosamente antifascista.

Quella triste e vergognosa pagina della storia italiana per la quale le persone venivano discriminate in base alla razza, si è fortunatamente e definitivamente chiusa più di 75 anni fa.

Inoltre, ricordo che lo scorso settembre abbiamo chiuso il campo nomadi “Camping River” all’interno del quale si registrava una bassissima scolarizzazione dei bambini.

È stato un momento importante per la città, certificato anche dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che ha rigettato un infondato ricorso contro l’amministrazione e ci ha dato ragione.

Per la prima volta Roma ha lanciato un progetto internazionale per il superamento dei campi rom con un cospicuo finanziamento da parte dell’Unione Europea. È la nostra terza via: noi non cediamo al lassismo di chi magari specula sulle condizioni di disagio dei più deboli e non lasciamo spazio al razzismo e alla propaganda.

Stiamo lavorando per superare con Bruxelles il campo Rom di “La Barbuta” e quello della “Monachina” nella periferia della città. Presto interverremo sul campo di Castel Romano sulla via Pontina. E lo stesso faremo per il campo nomadi di via Salviati e quello di via Lombroso.

Noi garantiamo la legalità e i diritti delle persone. Le chiacchiere le lasciamo agli altri.

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