Economia

Casapound, l’occupazione di via Napoleone III costa due milioni di danni

casapound via napoleone III

Due o tre milioni di euro di danni. Questo è costato l’occupazione dello stabile in via Napoleone III da parte di Casapound, secondo i calcoli della Corte dei Conti oggi illustrati da Repubblica Roma.  L’inchiesta aperta dai pm di viale Mazzini riguarda il palazzo di via Napoleone III all’Esquilino, quartier generale di CasaPound: il movimento di estrema destra lo ha occupato alla fine del 2003. L’edificio occupato, utilizzato in passato dal Ministero dell’Istruzione, è di proprietà del Demanio dello Stato ma per anni i vari enti dello Stato si sono rimpallati la titolarità della gestione dell’immobile, senza rinnovare un’iniziale richiesta di sgombero. Oggi, spiega Lorenzo D’Albergo, è il momento della resa dei conti e della conta delle rese: il blitz è costato tra i due e i tre milioni di euro che potrebbero essere chiesti ai dirigenti del Demanio e del Miur:

 Il ministero dell’Istruzione è stato l’ultimo ad aver avuto in gestione il bene. Peraltro con la responsabilità di non aver denunciato per tempo l’occupazione, lasciando così naufragare un possibile processo ai danni dei militanti della formazione di ultradestra che ancora oggi abitano senza titolo in un immobile di proprietà dello Stato.

A un passo dalla chiusura dell’indagine contabile, con Demanio e Miur a cercare di scaricare l’uno sull’altro un fardello milionario, è saltato fuori anche l’impronosticabile: al civico 8 di via Napoleone, dove il logo in pietra di CasaPound si staglia a caratteri romani, vivono una maestra che lavora in un asilo comunale al municipio VIII e una dipendente del Cotral con il marito. Con loro anche un impiegato del policlinico Umberto I. Occupanti che in alcuni casi guadagnano abbastanza (dai 23 ai 27 mila euro l’anno) da potersi permettere un appartamento in affitto, pur con tutte le difficoltà che comporta cercarsi una casa a Roma, sul mercato immobiliare capitolino.

casapound via napoleone III 1

L’accertamento del danno erariale potrebbe portare l’edificio nella top 20 degli stabili da sgomberare, dopo 15 anni e mezzo di occupazione. Ma c’è di più:

Anche perché l’occupazione va avanti da ormai 15 anni e mezzo. E non è detto che alla ventesima candelina non scatti la massima delle beffe: l’usucapione. Chi ha utilizzato per 20 anni un bene altrui come se fosse proprio, alla luce del sole e senza subire azioni giudiziarie da parte del legittimo propriretario può tranquillamente dichiarare di essere il nuovo titolare dell’immobile. Un colpo che, senza l’intervento della Corte dei Conti e considerando i bisticci e le distrazioni quotidiane della politica, non sarebbe stato neanche poi tanto impensabile.


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