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L’Ok di Casaleggio al governo PD-M5S

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La Stampa racconta oggi in un articolo di Carlo Bertini che nella partita del governo PD-M5S il convitato di pietra Davide Casaleggio starebbe andando verso il sì:

Nella tolda di comando del partito, dove insieme a Zingaretti da giorni siedono vari pezzi grossi, da Bettini a Franceschini (in vacanza con la famiglia ma sempre in linea), da Orlando a Gentiloni (che resta il più refrattario), tutti si chiedono cosa pensi sul serio il capo di Rousseau. Sorrisi più distesi quando esce un’agenzia che attribuisce a Casaleggio il non porre veti ad un accordo col Pd, tranne quello di tenere fuori Matteo Renzi. Ma la voce ufficiale del presidente dell’associazione Rousseau non si è fatta ancora sentire.

Ed è con lui che prima o poi il segretario del Pd dovrebbe confrontarsi, certo non prima che Conte (candidato avolare a Bruxelles come commissario Ue) sia salito al Colle. Si perché tra i Dem c’è la certezza che in questa «difficilissima partita» sia Casaleggio a dare le carte nel Movimento, tanto più ora che Di Maio difficilmente potrebbe essere coinvolto in un nuovo governo.  La paura che Di Maio stia tentando di ricucire con la Lega poggia sul fatto che il capo politico di M5S verrebbe tagliato fuori da un esecutivo col Pd e che per questo abbia tutto l’interesse a giocarsela fino alla fine. Dal mondo pentastellato però piove un avvertimento, giunto di sicuro fino al Nazareno: «Farebbe un errore Zingaretti a scavalcare Luigi», spiega uno dei suoi uomini, «una mancanza di fiducia tale potrebbe compromettere la trattativa».

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Intanto la partita si gioca anche sul prossimo governo e sulla possibilità che entri Fico:

Insomma, sul delicato crinale si muovono diversi personaggi: i canali più oliati finora sono quelli tra i capigruppo Delrio e Marcucci con i loro omologhi D’Uva e Patuanelli. Ma anche quelli istituzionali a vari livelli. Ancora non risulta un contatto di Zingaretti con Casaleggio e tantomeno con Di Maio. Ma i nomi per un governo che duri girano lo stesso: nel Pd sbarrano la porta a Di Maio e a Conte premier. E salgono le quotazioni di Roberto Fico, che potrebbe entrare a pieno titolo nel governo. Così come salgono quelle di Andrea Orlando (un aperturista convinto) o quelle di Franceschini.

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