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Casa Renzi, i soldi di Lucio Presta per il prestito di Maestrelli

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L’Espresso torna oggi sulla vicenda della villa di Renzi per raccontare le quindici fatture per un totale di mezzo milione di euro che l’agente delle star Lucio Presta ha pagato all’ex presidente del Consiglio e attuale leader di Italia Viva. Un compenso fuori dal mercato che è servito per restituire il prestito di Riccardo Maestrelli ottenuto attraverso la “conoscente” Anna Picchioni, madre dell’imprenditore:

Secondo il settimanale, che ha incrociato le carte del catasto con nuovi documenti dell’antiriciclaggio di Bankitalia, Renzi è riuscito a restituire il prestito il 6 novembre 2018 grazie alle fatture della società Arcobaleno Tre e non, come aveva sostenuto, con i soldi provenienti dalla vendita della sua vecchia villa (ceduta nel maggio del 2019) o con i compensi delle conferenze tenute all’estero.

Sempre secondo il settimanale, la media company — Discovery Italia — che ha comprato la messa in onda del documentario ha dato alla società di Presta e di suo figlio Niccolò poco meno di 20 mila euro per i diritti del programma, una cifra quasi 25 volte inferiore al cachet del senatore. «Renzi è stato pagato con la ritenuta d’acconto — ha spiegato all’Espresso l’agente delle star — Non possiamo rivelare la cifra avuta da Discovery. Anche se non ho ancora venduto i diritti ad altre emittenti farò un Dvd e un libro. Ho i diritti per tutta la vita, Firenze non ha una data di scadenza».

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L’inchiesta mette a confronto i compensi ottenuti dall’ex premier con quelli dei più apprezzati conduttori tv. Come Alberto Angela, che nel 2018 ha guadagnato dal servizio pubblico 950 mila euro non per un solo lavoro ma per 15 trasmissioni tra “Ulisse”, “Le Meraviglie” e “Stanotte a Pompei”, con share oltre il 20% contro il 2% scarso raggiunto dal documentario di Renzi.

Altri esempi: artisti come Toni Servillo, Helen Mirren o Jeremy Irons hanno preso tra i 30 e i 50 mila euro per fare i narratori e i conduttori di documentari sui grandi musei come l’Ermitage e il Prado.

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