Politica

I sette senatori pronti a passare con la Lega (e a far cadere il governo)

neXt quotidiano|

roberto calderoli

La Lega sta lavorando per il passaggio al centrodestra di altri sette senatori con l’obiettivo di far cadere a gennaio il governo Conte Bis. Lo scrive oggi Simone Canettieri sul Messaggero che parla però anche di una pattuglia di responsabili che potrebbe puntellare l’esecutivo:

Le trattative si svolgono in maniera segreta. Si contattano gli insospettabili, i malpancisti più silenti. «D’altronde – fanno notare nella Lega – prima del suo passaggio con noi chi aveva contezza del malessere di Francesco Urraro?». Si parla con insistenza di sei-sette senatori pentastellati pronti al grande salto. Che però potrebbero comunque non bastare. Anche perché dalle parti dei giallorossi in molti scommettono sul fattore responsabili: una pattuglia di centristi e forzisti (area Romani) pronti a soccorrere la legislatura. «Infatti questo governo durerà poco, secondo me», dice l’ex sottosegretario Claudio Durigon.

Il piano a cui sta lavorando la Lega, infatti, si compone di due parti: far manbassa di grillini (in Senato dove sono fondamentali, ma anche alla Camera con numeri importanti). E poi provare a entrare in una maggioranza dove «i leader non controllano più le truppe»,ragiona ancora Calderoli. Ecco dunque il «governissimo» di cui da giorni parlano Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti?Sì. E di sicuro nei loro disegni non è contemplato Giuseppe Conte.

lega sette senatori

In questa maniera chi non vuole andare subito a votare sarebbe accontentato. Con il fronte grillino in mille pezzi. «Sto lavorando per scavare intorno ai responsabili di Conte, glieli sfileremo da sotto», è uno dei ragionamenti di Calderoli, che da settimane lavora a tutti i dossier più complicati: dalle firme per il referendum passando per l’arrivo dei tre senatori pentastellati fino alla legge elettorale. Il nostro obiettivo? «Rimane tornare a votare», dicono dalla Lega. Ma intanto si punta a destabilizzare sempre di più l’esecutivo. Sui numeri, certo. Ma anche sui temi caldi. Tipo la giustizia.

Leggi anche: Ma com’è che ora Salvini ha paura di dire che ha deciso lui per la Gregoretti?