La macchina del funky

Carla Ruocco a Davos «in segreto»

carla ruocco a davos

Alessandro Barbera sulla Stampa di oggi racconta della presenza della grillina Carla Ruocco a Davos nel World Economic Forum: una presenza di cui curiosamente l’onorevole non ha ritenuto di dover informare nessuno sulla sua pagina Facebook, ma che non era nemmeno annunciata nel programma ufficiale.

«Il nuovo mercato del lavoro taglia molti posti di lavoro. La soluzione è il reddito di cittadinanza. Non è assistenzialismo, bensì una tutela contro la povertà». La Ruocco parla un inglese lento e scolastico ma tutto sommato migliore di molti politici di governo italiani. Alla domanda se abbia senso una simile misura solo in un Paese, si lascia scappare un auspicio europeista: «Beh, sarebbe necessario un approccio condiviso». Su alcuni temi appare sfuggente, pronta con frasi fatte. Sui migranti, ad esempio: «Quando arrivano su un territorio creano ovviamente difficoltà alla gente del luogo ma questo viene strumentalizzato da alcuni che non danno soluzioni. Io credo che il problema vada analizzato alla radice per trovare soluzioni».
Nonostante le domande insistite, resta un mistero a che titolo la Ruocco sia volata a Davos. Lei rivendica la sua autonomia, e sottolinea di partecipare da tempo a incontri con il mondo delle banche. «Fare finanza non è mica un crimine. Io sono contraria semmai a chi fa speculazione». E’ accaduto poche settimane fa, quando fu invitata ad una cena con Mediobanca e altri investitori stranieri, curiosi di capire chi ci sia dietro alle Cinque Stelle di Grillo.

barbara lezzi carla ruocco
Curiosamente, nemmeno il M5S sapeva del suo viaggio:

Il Movimento nega recisamente di essere stato messo al corrente del viaggio, eppure è strano immaginare che uno fra i più noti deputati possa aver fatto una scelta del genere senza autorizzazione. C’è poi un altro dettaglio che lascia perplessi: qualche settimana fa si era sparsa la voce di un possibile arrivo a Davos del leader Luigi Di Maio, poi smentito. Sembra di assistere in piccolo al caso di Anthony Scaramucci, il banchiere di Wall Street apparso al Forum in vece di Trump ma senza alcuna investitura ufficiale.
Chi frequenta il mondo M5s dice con una punta di malizia che il paragone non regge, perché fra la Ruocco e Di Maio non correrebbe buon sangue. I partiti, si sa, non sono mai dei monoliti e il leader dei Cinque Stelle è pur sempre Beppe Grillo.

Leggi sull’argomento: Carla Ruocco e i suoi fardelli