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Carabiniere ucciso, il mistero delle telefonate e del borsello con omissis di Brugiatelli

Perché vengono mandati i carabinieri e non la vittima a effettuare lo scambio, nonostante la prassi? Perché c’è un omissis sullo zaino di Brugiatelli nell’ordinanza? E com’è andata l’aggressione?

mario cerciello rega 1

Ci sono ancora troppi misteri nella storia dell’omicidio di Mario Cerciello Rega. La vicenda della pistola dimenticata da parte del carabiniere di Somma Vesuviana ucciso a Roma in via Pietro Cossa, accuratamente tenuta nascosta dai carabinieri fino al giorno dopo il funerale, non contribuisce a spiegare le altre contraddizioni o stranezze presenti nel racconto.

Carabiniere ucciso, il mistero delle telefonate e del borsello con omissis di Brugiatelli

Una di queste è la curiosa assenza di video dell’omicidio nonostante le telecamere piazzate in zona e le prime dichiarazioni contraddittorie dell’Arma sul tema. Un’altra, spiega oggi Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera, è la questione delle telefonate fatte quella sera. Sotto la lente c’è l’accordo tra il mediatore dei pusher Sergio Brugiatelli e i due americani accusati del delitto. E soprattutto quelli con i carabinieri.

Rimane infatti tuttora oscuro il motivo che ha spinto i militari ad assecondare le richieste di Brugiatelli, nonostante fossero consapevoli che lo scambio prevedesse la consegna di un grammo di cocaina. Già quel particolare era infatti sufficiente a dimostrare che l’uomo era al centro di un traffico illecito. E dunque non si comprende perché — invece di denunciarlo — si sia deciso di pianificare un intervento per recuperare il suo borsello. Un’operazione alla quale Cerciello ha partecipato pur non avendo con sé la pistola d’ordinanza.

mario rega cerciello omicidio ricostruzione
La ricostruzione dell’omicidio di Mario Rega Cerciello (Corriere della Sera, 31 luglio 2019)

Il gip sottolinea che «una delle telefonate effettuate da Brugiatelli alla presenza dei carabinieri Andrea Varriale e Cerciello Rega, fu registrata». Ma poi dà conto di altri contatti effettuati da diversi telefoni. E soprattutto evidenzia le chiamate al 112 specificando che a un certo punto «Cerciello venne contattato sulla propria utenza cellulare dall’operatore della centrale del Comando del gruppo Roma». Perché tanto impegno?

Che cosa c’era di così prezioso in quel borsello da determinare prima la mobilitazione dei carabinieri fuori servizio che si trovavano in quella piazza di Trastevere e poi l’operazione della pattuglia in borghese che dopo aver partecipato alla trattativa decise di andare nel quartiere Prati per effettuare lo scambio?

L’omissis sul borsello

Particolarmente curiosa è poi la circostanza che nella conferenza stampa del comandante provinciale dei carabinieri Francesco Gargano e dei magistrati si sia negata l’esistenza di un omissis nell’ordinanza del giudice. L’omissis sembra riguardare proprio il contenuto del borsello di Sergio Brugiatelli, che nel frattempo ha smentito quanto dichiarato dai carabinieri, ovvero che sia stato lui a mettere in giro la voce dei maghrebini come autori del furto (un comunicato poi sparito dal sito dei carabinieri li indicava anche come autori dell’omicidio). Anche senza la smentita la storia continua ad essere curiosa proprio in virtù della registrazione su Whatsapp – effettuata proprio dagli uomini dell’Arma ma ancora non comparsa tra le prove – della telefonata tra Brugiatelli e Natale-Hjorth (che sapeva l’italiano) in cui i due si accordano per il cavallo di ritorno: dall’accento non si capiva che non erano nordafricani ma americani?

OMISSIS MARIO CERCIELLO REGA

Nei prossimi giorni i pubblici ministeri coordinati dal procuratore Michele Prestipino valuteranno la sua posizione e analizzeranno la sequenza delle telefonate di quella notte.I«punti oscuri» di cui ha parlato lo stesso magistrato non sembrano affatto chiariti. Compresa la dinamica dell’aggressione terminata con le 11 coltellate che Lee Finnegan Elder ha ammesso di aver inferto al vicebrigadiere. E soprattutto il punto focale: nel “cavallo di ritorno” di solito le forze dell’ordine mandano la vittima ad effettuare lo scambio e registrano tutto per avere la prova del ricatto: perché nell’occasione sono stati mandati Rega Cerciello e Varriale? Per quanto riguarda l’omissis, l’ipotesi più semplice è che Brugiatelli abbia dichiarato che nell’agendina del telefonino “marca Nokia, modello Ovetto” ci fossero contatti con i carabinieri. Ma questo presupporrebbe che Brugiatelli fosse un informatore. Circostanza negata sia da Brugiatelli che dai carabinieri.

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