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Il giallo dei video dell’omicidio di Mario Cerciello Rega

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Ci sono video che ritraggono la colluttazione tra Andrea Varriale e Mario Cerciello Rega con i due americani Elder Finnegan Lee e Gabriel Natale-Hjorth? I carabinieri e gli inquirenti hanno affermato in più occasioni che le telecamere di sorveglianza della banca Unicredit di via Federico Cesi — due, una al di là dell’ingresso in vetro e un’altra in strada — che puntano, entrambe, proprio sul luogo dell’omicidio, erano guaste e quindi non c’è nessuna immagine dell’omicidio del carabiniere.

Il giallo dei video dell’omicidio di Mario Cerciello Rega

Eppure, scrive Rory Cappelli su Repubblica, quello del video dell’omicidio di Mario Cerciello Rega sta diventando un giallo. Il 26 luglio tutte le agenzie battevano un’altra notizia:

Era infatti trapelato che in mattinata erano stati sequestrati i video delle telecamere di piazza Mastai, a Trastevere, quelle interne ed esterne dell’hotel Le Meridien Visconti nel quartiere Prati dove i due americani alloggiavano, quelle della gioielleria Ghera di via Federico Cesi e quelle «del luogo in cui è avvenuta la colluttazione». Le agenzie di stampa scrivevano: «Ad incastrarli sarebbero le riprese delle telecamere di video sorveglianza anche sul luogo dell’aggressione al vice brigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega».

Il 26 luglio, dunque, la notizia era che «i carabinieri del Gruppo di Roma e del Nucleo investigativo di via in Selci hanno vagliato le immagini delle telecamere sui luoghi del furto, dell’albergo e del ferimento del carabiniere» e tramite queste «sono arrivati all’arresto». Poi però i filmati scompaiono dalla narrazione.

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La ricostruzione dell’omicidio di Mario Rega Cerciello (Corriere della Sera, 31 luglio 2019)

Forse le immagini sono scure, inutilizzabili. Tuttavia nell’ordinanza del 27 luglio la gip Chiara Gallo riporta quanto scritto nell’annotazione di servizio di Andrea Varriale, il collega di Cerciello Rega: «Appena svoltavamo in via Cesi notavamo immediatamente la presenza di due soggetti, situati nella prospicente via Pietro Cossa all’altezza del civico 57, posizionatisi presso una farmacia. La strada era ben illuminata e pertanto riuscivamo a vederli bene». Se la strada era ben illuminata, anche le immagini delle videocamera di sorveglianza dovrebbero esserlo. Sempre che esistano. Il primo agosto poi esce la notizia che «la telecamera della banca era fuori uso». Dunque inutilizzabile.

Ma fonti della banca Unicredit il 26 luglio avevano comunicato a Repubblica «l’acquisizione dei filmati delle telecamere della filiale di via Federico Cesi da parte di personale del reparto operativo dei carabinieri e della prima squadra del nucleo radiomobile».

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