Opinioni

Captagon: la storia della droga usata dagli jihadisti

Il Captagon è un profarmaco stimolante utilizzato fino agli anni ‘80 come alternativa più blanda all’anfetamina per curare i disturbi da deficit dell’attenzione e iperattività, narcolessia e depressione. Una volta nell’organismo, viene scisso in tre: una parte rimane fenitillina, una parte di anfetamina, una parte di teofillina. Questa sostanza, dopo essere stata bandita, è ritornata in voga in Medio Oriente. Il sospetto, rimbalzato dalla Francia, è che gli attentatori di Parigi lo abbiano usato per trovare il coraggio prima degli attentati kamikaze. Venduto a un prezzo che va dai 5 ai venti dollari a pasticca, il Captagon ha un potenziale economico enorme. Da tempo i jihadisti del gruppo Stato islamico e del Fronte Al nusra lo usano per inibire la paura durante le loro azioni. Il Captagon si può anche iniettare (anche se di solito viene venduto in pastiglie) e nella stanza d’albergo di Albfortville presa in affitto da Salah Abdeslam sono state ritrovate anche siringhe.
captagon
Ma Riccardo Gatti, responsabile Dipartimento Dipendenze della ASL di Milano, in un’intervista di oggi al Messaggero è piuttosto scettico sulla storia. «Per il combattimento, penso a droghe capaci di stimolare l’aggressività ma mi sembra un mito che possano rendere contemporaneamente lucidi, aggressivi, concentrati. Di solito una cosa sbilancia l’altra». Gli effetti sui kamikaze sarebbero propaganda? «Non c’è nessuna droga che renda migliori, si possono solo potenziare alcune caratteristiche. Può darsi che i terroristi li usino, ma cosa cambia? Il loro scopo è compiere azioni crudeli. Magari per farlo usano stimolanti. Ma questo non altera il significato delle loro azioni».