Opinioni

Il candidato dei grillini… che preferisce Giuliano Amato

Tra i nomi che l’assemblea congiunta di deputati e senatori del MoVimento 5 Stelle ha appena scelto i dieci candidati da sottoporre al voto degli iscritti per la presidenza della Repubblica. Tra i nomi, oltre a quelli di Bersani, Prodi ed altri, c’è anche il professor Salvatore Settis. 73 anni, storico dell’arte, archeologo ed ex direttore della Scuola normale superiore di Pisa, Settis è di certo un nome di grandissimo prestigio, anche se non sembra a prima vista un esperto di tematiche come diritto ed economia, che sembrano fondamentali per ricoprire la carica. Ma il punto è un altro. Settis, proprio oggi, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera, proprio sull’argomento del Quirinale. E il suo candidato preferito, non ci crederete, è nientepopodimenoché Giuliano Amato. Ovvero il più odiato dai grillini tra i nomi fatti in questi giorni.
salvatore settis giuliano amato
Dice Settis nell’intervista:

«In questi giorni assisto a un fenomeno a mio avviso preoccupante. Una specie di gioco di società, il toto Quirinale, che allarga il campo in modo indebito a nomi non plausibili e lontanissimi dai requisiti necessari per un buon presidente della Repubblica. E nello stesso tempo si sbatte la porta in faccia,cosa incomprensibile, a personalità oggettivamente rilevanti e di tutto rispetto».
A chi si riferisce?
«Penso al caso di Giuliano Amato, che potrebbe secondo alcuni essere impopolare perché avrebbe troppe pensioni. Viceversa è stato uno dei pochia rinunciare a pensione e vitalizio, in quanto giudice costituzionale, così come ha meritevolmente presieduto la Treccani rinunciando all’emolumento, senza dirlo ai quattro venti. Lo so perché faccio parte del consiglio scientifico dell’Enciclopedia».
Pensa che Amato possa essere un candidato adeguato?
«Premetto che non è certo mio compito prospettare candidature. Penso vada distinto con chiarezza il ruolo di chi è chiamato a eleggere da chi non lo è. Ma proprio per questo noi cittadini impegnati in diversi settori dobbiamo offrire ai grandi elettori un ventaglio ampio di idee e di ipotesi, e non restringerlo artificiosamente. Giuliano Amato, certo insieme ad altri, può avere le caratteristiche giuste per la sua cultura costituzionale, per le sue esperienze istituzionali, così come nel campo della gestione di organismi culturali e legati alla ricerca. Non è il solo, ma l’ho voluto citare come caso di una irragionevole espulsione dal novero dei possibili candidati pervia di una presupposta impopolarità nata da motivazioni discutibili».