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Come la campagna “Non ci sarà” potrebbe rivoltarsi contro Salvini

In occasione della grande adunata di domani a Milano Matteo Salvini ha rispolverato un vecchio classico della propaganda leghista. Si tratta di quei “lui non ci sarà” e “lei non ci sarà” con i volti degli avversari politici e dei “nemici” della Lega e del ministro dell’Interno che naturalmente non saranno presenti in piazza Duomo. Tra questi “non ci sarà” ci sono Laura Boldrini, Roberto Saviano, Emmanuel Macron, Jean-Claude Juncker, Elsa Fornero e Mario Monti. Tutte persone che in questi mesi hanno legittimamente criticato la Lega e Salvini e che quindi sono in qualche modo colpevoli di essere contro gli italiani.

Calenda va in piazza Duomo a sfidare la Bestia della Lega

Già il fatto che il leader di un partito che sta al governo e che è in testa ai sondaggi debba raccontare di avere tutti contro potrebbe suonare ridicolo. Ma se si pensa che generalmente nessun politico va al comizio dell’avversario la cosa diventa clamorosa. Avete mai visto Salvini ad un congresso del PD? Qualcuno ha mai visto un essere umano senziente intervenire durante le infuocate assemblee del MoVimento 5 Stelle su Rousseau? Ecco. La Lega però racconta ai suoi elettori che quelli che non andranno a Milano lo fanno per paura o perché non hanno il coraggio di affrontare il Cambiamento.

calenda salvini milano 18 maggio non ci sarà - 1

Le cose però potrebbero cambiare, perché questa mattina Carlo Calenda – che è candidato nella circoscrizione Nord Est – ha annunciato che lui a Milano ci sarà. È da qualche tempo che l’ex ministro dello Sviluppo Economico del governo Gentiloni sfida Salvini ad un confronto pubblico in piazza. Un faccia a faccia, moderato da Luca Morisi. Il Capitano però non ha mai risposto all’invito.

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Stufo di farsi dire dove deve essere e dove non deve essere, del fatto che la Lega «usi la mia faccia per promuovere il tuo comizio», stanco insomma della tattica leghista di appiccicare addosso all’avversario etichette di comodo, Calenda ha scritto «io ci sarò. Senza scorta e senza cordoni. Pronto a fare un confronto con te e con i tuoi elettori. Ci vediamo domani a Milano». L’ex ministro ha anche chiesto ai simpatizzanti del PD e ai suoi elettori di non andare a disturbare il comizio della Lega: «Io sarò lì, in prima fila. Pronto a salire sul palco per un confronto civile e democratico. Ma nessun altro deve venire. Nessun disordine deve essere provocato. Altrimenti non vado». Chissà se davvero Calenda riuscirà ad andare sotto al palco di piazza Duomo senza essere fermato dalla Polizia. E chissà se vedendolo sotto al palco Salvini prenderà il coraggio a due mani e accetterà il confronto. Difficile. Ma il rischio è quello di passare dal ruolo immeritato di Capitano a quello di coniglio.

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