Cultura e scienze

Camillo Ruini e la Chiesa con Salvini

camillo ruini chiesa salvini

Camillo Ruini, 88 anni, cardinale e arcivescovo, ex presidente della Cei, presidente del comitato scientifico della Fondazione Ratzinger, rilascia oggi un’intervista ad Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera per far sapere che, a parte i francescani inutili di Assisi, c’è anche una Chiesa che sta con Salvini (e non avevamo dubbi): la sua.

Eminenza, sul «Corriere» Ernesto Galli della Loggia ha scritto che il voto in Umbria certifica «l’inconsistenza del richiamo politico disegno cattolico-democratico, nonostante l’impegno diretto della Chiesa». È d’accordo?
«In questi mesi Galli della Loggia ha scritto vari articoli molto acuti e penetranti. Penso anch’io che il “cattolicesimo democratico”, in concreto il cattolicesimo politico di sinistra, in Italia abbia sempre meno rilevanza. Sarei invece più cauto a parlare di impegno diretto della Chiesa».

In Umbria non c’è stato?
«Ha riguardato solo quella parte di uomini di Chiesa che sono a loro volta orientati a sinistra».

Certo, quello che colpisce è che un 88enne abituato a ritmi storici ben più imponenti del tempo scandito tra un editoriale di Galli Della Loggia e l’altro si affidi a una regione con un milione di abitanti per segnare un punto storico. Ma il tutto si comprende meglio se si tiene a mente che la cosiddetta sinistra cattolica è sempre stato il nemico pubblico numero uno di quelli come Ruini.

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Il quale dimostra poi che si può essere ultras anche a 88 anni riuscendo nella clamorosa impresa di giustificare le sceneggiate di Salvini con il rosario, dimostrando che “Il manganello e l’aspersorio” non è soltanto il titolo di un bel libro di Ernesto Rossi, ma uno stile politico ben presente in tanti settori della chiesa italiana:

«Non condivido l’immagine tutta negativa di Salvini che viene proposta in alcuni ambienti. Penso che abbia notevoli prospettive davanti a sé; e che però abbia bisogno di maturare sotto vari aspetti. Il dialogo con lui mi sembra pertanto doveroso, anche se personalmente non lo conosco e quindi il mio discorso rimane un po’ astratto. Sui migranti vale per Salvini, come per ciascuno di noi, la parola del Vangelo sull’amore del prossimo; senza per questo sottovalutare i problemi che oggi le migrazioni comportano».

Sbaglia a baciare il rosario?
«Il gesto può certamente apparire strumentale e urtare la nostra sensibilità. Non sarei sicuro però che sia soltanto una strumentalizzazione. Può essere anche una reazione al “politicamente corretto”, e una maniera, pur poco felice, di affermare il ruolo della fede nello spazio pubblico».

Ricorderete che qualche tempo fa fu Gabrielli a giustificare la divisa della polizia indossata da Salvini. Qualche tempo dopo il capo della polizia operò una clamorosa marcia indietro: la caducità dei tempi, insieme alla velocità in cui scorrono e soprattutto all’abitudine di dire una cazzata e poi sparire quando tocca sorbirsene le conseguenze probabilmente ci priverà dello stesso dietrofront da parte di Ruini.

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