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Il gesto choc di Calenda: abbatte il divieto e si accende una sigaretta in Campidoglio

neXt quotidiano|

Calenda contro Boccia

Cinque ore di Consiglio comunale possono essere snervanti. Se si parla del Comune di Roma, poi, ancor di più. Carlo Calenda cercava una “pausa sigaretta”, e nel primo giorno al Campidoglio di ieri ha sentito così fortemente la necessità di fumare da abbattere un cartello che segnala il “divieto di fumo” nella Buvette.

Consiglieri, giornalisti, o chiunque passi al bar per una breve pausa ora è legittimato ad accendersi una sigaretta in quello spazietto all’aperto interdetto dal Movimento 5 Stelle durante la giunta Raggi. Inutile specificare che non basta rimuovere un cartello per cancellare una regola. Chi viene beccato con la sigaretta in bocca dai controllori si difende: “Ma il divieto l’ha rimosso Calenda”. “Fa lo stesso, non si può fumare”, la risposta degli addetti, che ricordano che la pena è una verbalizzazione punitiva.

Carlo Calenda resta in consiglio Comunale a Roma

Il leader di Azione si starà già rimangiando il cambio di rotta deciso dopo la sua iniziale decisione categorica di non sedere in Consiglio al Campidoglio in caso di mancata elezione. Lo scorso 2 novembre fa ad Agorà aveva detto: “Prima delle elezioni avevo detto che se fossi stato eletto sindaco avrei lasciato l’Europarlamento, in caso contrario avrei preferito che il ragazzo che ha coordinato il nostro programma per Roma prendesse il mio posto. Questa attività lui la farebbe con tutta la dedizione possibile, mentre io ho anche gli impegni da eurodeputato. E anche se la carica è cumulabile con quella di consigliere comunale, abbiamo visto che chi l’ha fatto in passato è riuscito a dedicare poco tempo alla città: ad esempio, io la prossima settimana sarò a Bruxelles”. Poi, però, è ritornato sui suoi passi, decidendo di congelare le sue intenzioni iniziali: “Mi rendo conto che questa mia rinuncia, anche se annunciata in campagna elettorale, può generare una sfiducia, quindi io rimango in Consiglio comunale perché non voglio dare l’impressione ai romani che non voglio occuparmi della città. Più in là vedremo se ci sarà la possibilità di fare entrare questo ragazzo oppure se rimarrò io”.

La replica di Calenda: “Sano riformismo pragmatico contro l’insano populismo 5S”

Non è mancata la replica del diretto interessato, che sui social contrattacca, contestando la ricostruzione dell’episodio riportata da alcuni quotidiani, in particolare “la Repubblica”:

“Ma le cavolate che scrivono. Stavano tutti fumando compresa la giornalista di Repubblica e l’ex assessore al personale in un’area esterna alla bouvette prima fumatori e poi chiusa dai 5S. Tutti pigiati dietro enormi condizionatori per non essere beccati. Li ho fatti uscire da lì. Fumare fa male. Fumare accalcati durante il COVID dietro apparecchiature elettroniche fa peggio. Diciamo che ho applicato un sano riformismo pragmatico contro l’insano populismo 5S. 😉”