Cultura e scienze

Le Iene e i “conflitti d’interesse” di Roberto Burioni sugli anticorpi monoclonali e il Coronavirus

Il servizio di Alessandro Politi sullo scienziato del San Raffaele: Pomona Ricerca di Gualtiero Cochis, gli anticorpi monoclonali, la Fondazione Lorenzini e un dato di fatto: Burioni non ha inventato, brevettato o sostenuto cure su COVID-19

roberto burioni le iene anticorpi monoclonali 3

«Quello che dirà stasera lo scienziato di turno lo dirà per un alto interesse scientifico o per un mero interesse personale?»: Alessandro Politi comincia con una domanda delle cento pistole più ficcante di “Stamina fa bene?” il suo servizio per le Iene su Roberto Burioni. Poi chiamano l’auctoritas: parla infatti Carlo Rienzi del Codacons, il quale spiega che se un medico va in tv a dare consigli non può avere legami con chi deve guadagnarci.

Le Iene e i “conflitti d’interesse” di Roberto Burioni sugli anticorpi monoclonali e il Coronavirus

“Io devo avere la certezza della trasparenza nella comunicazione, soprattutto nel servizio pubblico”, spiega Rienzi. Poi arriva Politi a spiegare che in un suo intervento a Che tempo che fa qualche tempo fa ha parlato di “anticorpi monoclonali” come protezione dal Coronavirus SARS-COV-2: “ne parla ovunque, anche sul suo blog, su Instagram e su Facebook”, sostiene Politi, “il professore non solo da sempre li studia, ma li ha progettati e brevettati”. Attenzione qui: Politi sostiene che Burioni abbia depositato brevetti “e questo vuol dire che da quei brevetti è probabile che lui ci guadagni”. Il servizio mette in contrapposizione proprio gli anticorpi monoclonali alla cura del plasma di cui Giuseppe De Donno è attualmente l’alfiere, e sostiene che Burioni non voglia utilizzare i “plasmi” per “spingere” gli anticorpi monoclonali.roberto burioni le iene anticorpi monoclonali

Le Iene poi riportano un post di Medical Facts dove si spiega quali sono le difficoltà della cura del plasma, estrapola una frase e la fa commentare da altri esperti che spiegano invece che il sangue “non è pericoloso”. “Non ha mai dichiarato di lavorare su anticorpi monoclonali contro l’influenza”, torna a spiegare Rienzi mentre intanto interviene anche Andrea Crisanti che spiega come l’interesse debba essere dichiarato prima di affermare qualcosa. Crisanti però usa correttamente l’aggettivo “potenziale”. E questo ha un senso all’interno della comprensione completa di questa vicenda.

roberto burioni le iene anticorpi monoclonali 1

Perché Burioni, subito dopo la trasmissione, ha pubblicato un lungo post sulla sua pagina facebook in cui spiega cos’è questa storia degli anticorpi monoclonali e di COVID-19: “Produrre anticorpi monoclonali umani è il mio lavoro dal momento della mia laurea. Ne ho prodotti tanti, ma nessuno di questi è di mia proprietà. La gran parte sono di Pomona Ricerca, una azienda con la quale collaboro proficuamente da molti anni e della quale sono da molti anni consulente scientifico. Ovvio che qualunque opportunità di collaborazione scientifica venga rimandata alla mia valutazione. Nessuno di questi anticorpi monoclonali è in commercio (sono tutti in una fase molto precoce di sviluppo) e non lo saranno ancora per almeno 10 anni; soprattutto nessuno di questi monoclonali è (purtroppo) diretto contro COVID-19. Quindi se gli anticorpi monoclonali contro COVID-19 si dimostreranno utili, io – così come Pomona RIcerca – non ne trarrò alcun beneficio economico. Il beneficio lo trarrà chi li ha brevettati (non io) chi li produce (non io) e chi li vende (non io)”. Nessuna delle affermazioni in neretto è riportata nel servizio delle Iene.

Burioni, Pomona Ricerca e gli anticorpi monoclonali contro il Coronavirus (?)

Poi Politi passa a illustrare il servizio di Emiliano Fittipaldi sulle consulenze, illustrando l’esposto del Codacons sui vaccini: “Siamo andati a cercare e abbiamo scoperto che questo Burioni partecipava a convegni sui vaccini”, sostiene Rienzi mentre subito dopo Politi spiega che “sia chiaro, i vaccini vanno fatti”. Si parla della fondazione di Lorenzin: “Se trovo scritto nella pagina dei contributi erogati… Roberto Burioni… e la fondazione Lorenzin riceve 350mila euro… questo a noi non ci va bene”, dice ancora il presidente del Codacons. E arriva il domandone: che tipo di rapporto ha Burioni con Pomona Ricerca S.R.L. che ha fondato lui? “L’intera proprietà della ditta è Gualtiero Cochis, che ne possiede il 100%”, dice il servizio delle Iene.

roberto burioni le iene anticorpi monoclonali 2

Di Cochis viene mostrata la sorella, che poi dice che bisogna parlare con Burioni per gli anticorpi monoclonali, adombrando che Cochis sia un prestanome. Burioni, sull’intera questione, risponde parlando della fondazione Lorenzini:

La mia collaborazione con la Fondazione Lorenzini riguardo ai vaccini si è concretizzata nella collaborazione per la stesura di un quaderno sulla esitazione vaccinale uscito con il sole 24 ore scritto insieme a una serie di autorevoli colleghi per la quale ho emesso regolare fattura di 1500 euro. Immaginare che questo costituisca conflitto di interesse richiede uno sforzo notevole di immaginazione. Potete trovare il quaderno a questo link. Il contributo della azienda è bene in evidenza, ma io non ho collaborato con l’azienda, ma con la Fondazione Lorenzini, un ente con un’ottima reputazione che mi ha onorato affiancandomi ai migliori esperti nel campo delle vaccinazioni.

Ma conclude così il post:

Spero che questo trattamento, fatto di bugie e di insinuazioni, sia di monito a qualunque scienziato voglia nel futuro impegnarsi a informare correttamente le persone. Per quanto mi riguarda, vi ringrazio dell’affetto e della fiducia che mi avete affidato. Sappiate che non l’ho mai tradita e che non ho mai scritto nulla che non fosse la trascrizione più accurata che sapevo fare della verità scientifica. Tanto che in tutti i miei libri e in tutti i miei articoli su medical facts nessuno ha mai trovato un errore (anzi uno sì, erano descritti male i transistor, e l’ho corretto). Questo non accade perché io non faccio errori, ma perché ogni riga scritta viene sottoposta sempre alla verifica severa di un collega esperto.

Non vi dico a presto perché a presto non sarà.

State attenti e prendete ancora le precauzioni. L’epidemia sta passando ma meglio riprendere la nostra vita normale con prudenza ancora per qualche settimana. In bocca al lupo e auguri di ottima salute a voi e ai vostri cari.

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