Economia

BtP: il credito alle PMI costa lo 0,5% in più

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Ieri il differenziale del BTp a 10 anni sull’omologo tedesco ha strappato in chiusura il livello di 266 punti base al di sotto del 285 pb toccato lunedì. Ancora più consistente la riduzione dei titoli di Stato con scadenza 2 anni il cui rendimento è sceso all’1,13% da 1,40% di lunedì e quello a 5 anni a 2,27 per cento da 2,51 per cento. Nonostante questo ritracciamento, il rendimento del decennale resta ancora elevato al 3,02% circa 55 punti base in più rispetto ai livelli toccati soltanto a luglio.

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La curva dei rendimenti dei BtP (Il Sole 24 Ore, 5 settembre 2018)

Il Sole 24 Ore spiega però che alle PMI il debito ora costa lo 0,5% in più:

L’aumento del costo del credito fa la sua parte, salito di circa 50 centesimi da inizio anno, la metà rispetto al rendimento del BTp a 10 anni che rispetto a gennaio quota 100 centesimi in più. Alcuni emittenti hanno gettato la spugna come nel caso di Atlantia che ben prima del disastro del ponte di Genova, ha preferito la strada del prestito bancario invece del bond annunciato; oppure Fincantieri la cui emissione è ancora in pipe line.

Il volume dei collocamenti di corporate italiani si è così dimezzati: nei primi otto mesi sono 7,5 miliardi da 15,3 miliardi dello stesso periodo del 2017.

imprese spread
Le imprese e lo spread (Corriere della Sera, 5 settembre 2018)

Anche secondo il Corriere per le imprese il mercato obbligazionario è più caro rispetto a pochi mesi fa (tecnicamente, a salire è lo spread sul mid-swap, il tasso interbancario che le aziende usano per stabilire il tasso fisso dei loro bond). È vero che i tassi aumentano in tutta Europa — in media di 15-30 punti base per le nuove emissioni rispetto al 2017 — per fenomeni sovranazionali come la fine degli aiuti della Bce (il «quantitative easing»), la guerra dei dazi Usa-Cina o la crisi valutaria in Turchia. Ma ci sono particolarità italiane che fanno sì che il debito costi qui più che altrove.

In sostanza, a parità di condizioni il mercato valuta peggio le imprese italiane, cioè assegna un valore al rischio Paese. Lo si vede anche sulle quotazioni dei bond «corporate» già in circolazione: il mercato sconta un peggioramento della percezione del rischio, misurato in certi casi in un 1% in più rispetto a tre mesi fa: il bond Tim a scadenza 2023 oggi quota 190 punti base dai 74 punti di marzo(da appena 35 di giugno); Italgas da 69 è passata a 108 punti, A2A da 39 a 104. Adeguandosi, con un po’ di ritardo, alle evoluzioni dei Btp.

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