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Bonus cultura per 18enni, Meloni: "Da rivedere anche in base al reddito, lavoriamo a una Carta cultura"

Asia Buconi|

bonus cultura meloni

Tra conferme e ripensamenti, si continua a discutere di “18app”, il Bonus cultura per i 18enni consistente in un buono del valore di 500 euro. Già due giorni fa, il presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati di FdI Federico Mollicone aveva precisato che il Governo non volesse abolirlo, ma che sarebbe stata fatta “una nuova Carta con criteri più trasparenti ed equi”.

Un punto di vista, questo, ribadito oggi pure dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel corso dell’ormai canonico appuntamento su Facebook “gli appunti di Giorgia”, durante il quale la Premier ha esordito: “Questa è stata una settimana di polemiche, di un clima a tratti non piacevole. Però non siamo gente che si fa facilmente spaventare, abbiamo fatto delle scelte, le difendiamo e andiamo avanti. Voglio raccontare il lavoro che abbiamo fatto nell’ultima settimana, intensa, in cui abbiamo portato avanti diversi confronti”.

Giorgia Meloni sul Bonus cultura: “Da rivedere anche in base al reddito”

Tra i punti caldi discussi la scorsa settimana figura pure il Bonus cultura del valore di 500 euro per i 18enni, in merito al quale la Premier Giorgia Meloni ha chiarito:

Negli ultimi giorni molta polemica è stata fatta sul famoso bonus ai 18enni per la cultura: si dice che ‘noi vogliamo abolirlo’, in realtà non vogliamo farlo. Il ministro Sangiuliano sta lavorando a una ‘carta cultura’, però sicuramente 18app è una misura che va rivista. Innanzitutto perché questi 500 euro al compimento dei 18 anni vengono riconosciuti a tutti, indipendentemente dal reddito, e io francamente penso che un figlio di un miliardario o di parlamentari (mia figlia stessa quando avrà 18 anni) possa rinunciare ai 500 euro. E penso che la stessa misura, concentrata su redditi più bassi, possa essere molto più impattante. Quindi credo vada introdotto un limite nel reddito di chi accede a questa misura.

A concludere, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sottolineato la necessità di definire meglio “i contenuti e le cose che si possono acquistare con queste risorse”, nella convinzione che occorra “lavorare un po’ sulle truffe”. Poi, la Premier ha concluso: “Confermo che intendiamo modificare questa norma, senza però togliere queste risorse alla loro destinazione originale: i giovani e la cultura”.