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La verità su Di Maio e il blocco dei fondi per le vittime di mafia?

di maio boschi domenico noviello

Ieri abbiamo parlato della polemica sul blocco dei fondi alle vittime di mafia e del caso di Domenico Noviello, la pistola fumante dei 5 Stelle per “dimostrare” che il governo «sta bloccando i fondi alle vittime della mafia». Abbiamo anche dato conto della risposta del sottosegretario Domenico Manzione all’interrogazione di Di Maio che ha scatenato la protesta dei 5 Stelle sulla tomba di Don Peppe Diana. Domenico Noviello è stato ucciso a Castel Volturno il 16 maggio del 2008. Rifiutandosi di pagare il pizzo, aveva denunciato e fatto condannare membri della criminalità prima di essere ammazzato in un agguato camorristico sulla sua automobile a Baia Verde. Per l’omicidio di Noviello, titolare di un’autoscuola, è stata riconosciuta responsabile la camorra e segnatamente il gruppo di fuoco di Giuseppe Setola.  Oggi il Mattino intervista Domenico Manzione, che conferma la storia del parere del Consiglio di Stato sulla mancata certificazione delle associazioni antimafia e della necessità di una legge per correggere il tiro.

Sono state riscontrate delle anomalie?
«Negli ultimi due anni le richieste di rimborso da parte di queste associazioni hanno superato quelle delle vittime della mafia. Da qui è nata la richiesta di parere».
I rimborsi alle associazioni sono di fatto congelati?
«Sono rimaste sospese in attesa del Consiglio di Stato e verranno esaminate nelle prossime riunioni».
Il Consiglio di Stato che parere ha fornito?
«Ha rilevato esattamente quanto evidenziato dal commissario straordinario, ovvero la mancanza di richiesta di accreditamento per le associazioni per le vittime della mafia, prevista invece per racket e usura. Ma manca la norma».
È necessaria una revisione della legge?
«Ritengo che debba essere rivista, non è pensabile che vengano effettuate delle verifiche solo per alcuni e non per altri».

domenico noviello di maio boschi

Di Maio ha fatto il furbetto?
«Direi che ha commesso un doppio errore. Il primo sul blocco dei fondi e il secondo sostenendo che la famiglia di Domenico Noviello non abbia preso alcun risarcimento».
Il risarcimento la famiglia l’ha avuto?
«Più di un risarcimento. I parenti di Noviello sono diversi. È stata fatta una prima erogazione di circa un milione e seicentomila euro».
Scusi ma moglie e figlia della vittima sono rimasti fuori da questa richiesta?
«Non è esatto. Per ragioni di privacy non posso scendere in dettagli. Ma al momento sono pendenti non una ma due richieste presentate entrambe a settembre a Caserta. Si tratta di istanze del valore di poco più di 400mila euro che stanno seguendo l’iter previsto dalla legge».
Il sistema di erogazione è rallentato visto che il commissario è passato ad altro incarico?
«Sono passati appena venti giorni. La nomina, sono certo, verrà effettuata dal ministro Alfano,in tempi rapidi. Ma tengo a precisare che sono passate solo tre settimane dall’uscita di Riccardo Carpino. Nessuno può parlare di paralisi».

blocco fondi vittime mafia
I fondi per le vittime di mafia nel 2015 (Il Mattino, 21 marzo 2016)

Fin qui il sottosegretario nell’intervista di Elena Romanazzi. Il Mattino di Napoli ieri ha riportato le dichiarazioni della vedova di Noviello, Maria Rosaria, la quale invece faceva sapere che ad essere bloccati sono i risarcimenti della famiglia. «Per i familiari venne stabilito un risarcimento ad oggi ancora non liquidato né per Maria Rosaria e né per la madre Luisa; diversamente è invece accaduto per il fratello Massimiliano e le sorelle Mimma e Matilde», scrive testualmente il quotidiano.

L’istanza di Maria Rosaria Noviello e della madre era stata presentata nella primavera del 2015 generando una serie di rimandi burocratici fino ad arrivare alla sospensione dello scorso ottobre decisa dal commissario Riccardo Carpino del Comitato di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso. Il Commissario nelle more del parere chiesto al Consiglio di Stato per l’accesso al Fondo di solidarietà da parte delle associazioni antiracket, alcune in particolare, aveva deciso di bloccare tutte le pratiche. La sospensione ha finito per mandare in tilt l’intero sistema.
Una parte della famiglia di Domenico Noviello, ne è rimasta coinvolta. Il 29 febbraio Carpino è stato destinato ad altro incarico e si dovrà ora attendere la nomina di un altro commissario. «Ognuno risponde a particolari responsabilità, probabilmente il commissario potrà dare migliori risposte per altri settori. Per questo tipo di problematiche c’è bisogno di una straordinaria sensibilità nel rispetto della legge ma anche nel rispetto del doloredeifamiliari.PronteedimmediaterispostecifannosentireloStato più vicino», ha commentato Maria Rosaria Noviello.

L’articolo di Gigi Di Fiore che accompagna l’intervista a Manzione di oggi però scende nel dettaglio e spiega cosa sia accaduto, premettendo, come abbiamo scritto anche ieri, che gli altri figli di Domenico Noviello, Mimma, Matilde e Massimiliano, hanno già ottenuto il risarcimento: «Spetta alle Prefetture di residenza dei familiari verificare le condizioni per accedere al fondo: assenza di precedenti penali e assenza di parentele con mafiosi fino al quarto grado. Per Mimma, Matilde e Massimiliano, la Prefettura di Caserta è stata più rapida di quella di Roma dove risiedono Luisa e Maria Rosaria. Da qui i ritardi e poi l’inserimento della pratica Noviello tra le sospensioni disposte dal commissario Riccardo Carpino che dal 29 febbraio è andato via. L’ufficio è in attesa di un successore, mentre persistono ancora i momentanei blocchi nelle liquidazioni dei rimborsi, scaturiti dalla necessità di risparmiare interpretando in modo nuovo la legge del 1999, modificata in parte dieci anni dopo». La storia, insomma, è una storia di ordinaria burocrazia? Tutto qui? Fatto sta che Manzione invece nell’intervista dice che le richieste pendenti sono a Caserta…