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I genitori del bimbo morto per l’otite curata con l’omeopatia condannati

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I genitori di Francesco Bonifazi, bimbo morto per le conseguenze di un’otite che i genitori, su consiglio dell’omeopata Massimiliano Mecozzi, avevano curato con l’omeopatia, sono stati condannati a tre mesi con il rito abbreviato:

Il PM Paci, in sostanza, ha accusato i genitori di Francesco di aver avallato due anni fa il tipo di terapia consigliata da Mecozzi, esclusivamente a base di presìdi omeopatici. Così, a causa della mancata somministrazione di normali antibiotici, l’otite degenerò in un’encefalite fatale. «Non si può morire per un’otite — ha commentato ieri su Facebook la ministra della Salute, Giulia Grillo —. Essere medico significa seguire scienza e coscienza e i genitori vanno guidati verso scelte consapevoli e basate sull’evidenza. Tutti noi abbiamo giurato di salvare la vita ai nostri pazienti».

Ma nella casa di Cagli, dove vivono i nonni e i genitori di Francesco, non c’è più spazio per le polemiche. Quando il bimbo morì, Marco e Maria Stella decisero subito di donare i suoi organi (fegato, reni e polmoni), così oggi altri tre bambini vivono grazie a lui.«Questa tragedia poteva toglierci il senso della vita, poteva distruggere la nostra famiglia — confidano i genitori all’avvocato Gori—. E invece siamo qui ancora più uniti e andiamo avanti. Lo dobbiamo agli altri nostri due figli piccolissimi, ma lo dobbiamo soprattutto a Francesco».

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Il dottor Mecozzi [fonte: Il Resto del Carlino]
Mecozzi è un dottore sui generis, con idee molto confuse su chemioterapia e vaccini. Agli atti del processo c’è anche la surreale telefonata al 118 quando il bambino si è aggravato. Il sottobosco di pregiudizi antiscientifici dietro la morte del bimbo è parte della storia e questa sentenza lo conferma.

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