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Bernard Henry Lévy: «Mollate Salvini e prendete De Falco»

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Il filosofo francese Bernard Henry Lévy arriva in Italia per una tornée teatrale e, intervistato dal Tempo, spara a zero su Salvini ed elogia alcuni politici italiani:

Lei sarà a Milano il 5 marzo, al Teatro Parenti: Milano è anche la città di Salvini, il leader della Lega. Cosa dirà ai milanesi su Salvini?
«Quello che mi piacerebbe di più è dirlo allo stesso Salvini. In faccia, direttamente. In pubblico o in privato. Al Teatro Parenti o altrove. Lo invito. Quello che devo dire alle persone, mi piace dirlo guardandole negli occhi. E mi garba che abbiano l’opportunità di rispondermi. A Salvini, voglio dire questo: che l’Italia merita di meglio; che è indegno della grande cultura italiana; e che si dice sovranista quando invece, come d’altronde lui stesso sa molto bene, prende ordini da Mosca (Putin) o da Washington (Steve Bannon)».

Crede che gli italiani che hanno votato Lega e 5 Stelle siano razzisti?
«Il razzismo è in tutti. Solo che alcuni resistono a questa parte di razzismo che è in loro. Altri no. Gli elettori di Salvini sono quelli del secondo caso. A proprio agio nel loro razzismo. Sentono quella vocina sporca in loro e la accolgono con favore».

Chi è il peggior politico europeo di oggi? Chi, invece, quello che lei salverebbe?
«Non voglio fare una hit parade. Tutto quello che posso dirle è che avete politici di alta qualità in Italia. Matteo Renzi, ad esempio, l’unico leader europeo che parli di Kant e Dante nei suoi discorsi politici, credo che verrà riabilitato rapidamente. Carlo Calenda con il suo Manifesto europeo. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, un ex “berlusconiano” che è entrato in conflitto con la Lega. Gregorio De Falco, l’uomo che ordinò al capitano della Concordia di tornare a bordo e che oggi si oppone alla politica anti-migranti di Salvini. O da voi a Roma, le voci di opposizione che cominciano a farsi sentire. La resistenza anti-populista è appena agli inizi. Vedrà. Venga anche lei; la aspetto il 24 aprile a Roma, alla Sala Umberto».

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